Martedì 18 Dicembre 2018 | 15:56

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Sanità

Foggia, la Cittadella ospedaliera cambia faccia alla città

Pronto il cronoprogramma: a gennaio il nuovo «Deu», a marzo chiude viale Pinto

Foggia, la Cittadella ospedaliera cambia faccia alla città

FOGGIA - La chiusura di viale Pinto, progetto che attendeva solo il via libera del consiglio comunale, sarà l’effetto di maggior impatto che avrà la nuova cittadella ospedaliera sulle migliaia di cittadini che quotidianamente si recano in ospedale. C’è anche il «Deu» che si staglia in lontananza, il maestoso e coloratissimo dipartimento di Emergenza-Urgenza che verrà consegnato il prossimo 29 gennaio e poi anche l’eliporto attrezzato per i voli notturni, le due grandi aree-parcheggio per complessivi 700 posti auto previsti a Nord e a Sud del dipartimento destinato a diventare il crocevia del nuovo policlinico, il punto di partenza di un programma ambizioso che punta finalmente a qualificare il ruolo della sanità pubblica foggiana. La chiusura di viale Pinto segna la svolta tra passato e futuro, il superamento anche simbolico di un’epoca. Sono giorni di grandi progettazioni e di plamimetrie stese sulle scrivanie al primo piano della Direzione generale degli ormai ex «Ospedali riuniti», ormai a tutti gli effetti uno dei due Policlinici di Puglia dietro imprimatur del governatore Michele Emiliano.

Il direttore generale Vitangelo Dattoli sta mettendo a punto gli ultimi ritocchi di un elaborato piano concettuale della sanità foggiana, in gestazione da almeno un decennio, che necessitava dunque di un’accelerazione. L’insediamento del manager barese quasi quindici mesi fa (16 ottobre) è arrivato forse al momento giusto per concludere il lungo giro di valzer tra abbattimenti di vecchi plessi, ricostruzioni e spostamenti di reparti andato avanti per un decennio con il dg Tommaso Moretti (giunta Vendola) e proseguito con Antonio Pedota per i due anni successivi prima che un avviso di garanzia della magistratura potentina imponesse al manager lucano il dietrofront. Dattoli è stato inviato da Emiliano a riannodare i fili di un discorso che ora va concluso. Chiusa la stagione (10 anni) alla guida del Policlinico barese, il «dg» che potrebbe fare la controfigura di Jerry Lewis è tornato dove era stato direttore sanitario per un anno (2006) con l’obiettivo di fare del grande ospedale di secondo livello della Puglia con annessa la facoltà di Medicina «un grande policlinico». Va detto che il «dg» è sostenuto in questo da una forza sia politica che economica del governo regionale che si fatica a ricordare nei predecessori. La facoltà di Medicina non è mai stata l’elemento qualificante dell’ospedale come si avvia a diventarlo ora, i problemi di coabitazione con i medici ospedalieri probabilmente si sarebbero risolti prima con una politica di rilancio meno esitante. La pedonalizzazione di via Pinto, progetto immaginato oltre dieci anni fa, è il simbolo di questa rivoluzione che comporta investimenti pubblici per 127,5 milioni di euro. Sarà la porta d’accesso della cittadella ospedaliera, la metafora di una ripartenza che, trattandosi di un ospedale, prelude (se lo augurano i cittadini) all’innalzamento della qualità dell’assistenza, a cure specialistiche finalmente estese a tutte o quasi le branche della Medicina.

A fine marzo avremo visivamente quello che sta per avvenire, in questi mesi che ci separeranno prima dell’arrivo delle ruspe, l’Acquedotto dovrà realizzare un tronco della fognatura (lavori già stanziati per 600mila euro). Poi via Pinto chiuderà definitivamente al transito delle auto, lo storico intervento di pedonalizzazione dell’area vedrà la luce ai primi del 2020.
Naturalmente al Policlinico tutto dovrà continuare a funzionare regolarmente, come peraltro si sta già facendo da due anni con la Maternità che ha i pazienti all’interno e gli operai sulle impalcature. Ma quando via Pinto chiuderà dove lasceremo l’auto prima di entrare in ospedale? La direzione generale in questi giorni sta stringendo i tempi per acquistare il tratto finale di via Perosi, oggi una strada anonima adiacente la Maternità, domani punto di snodo importantissimo del nuovo ospedale. Per metà via Perosi è già di proprietà dei “Riuniti”, mentre per l’altra metà è prevista la costruzione del prolungamento: c’è già l’accordo per espropriare un terreno di circa 8mila metri quadri di proprietà del Crea e di un privato. Via Perosi è la strada che condurrà al parcheggio dinanzi all’elisuperficie e sarà anche la bretella che si collegherà a via Luigi Pinto. La strada pedonalizzata nell’ultimo tratto (quello di fronte al Deu) diventerà di nuovo transitabile alle auto. Da via Perosi e dal prolungamento di viale Pinto raggiungeremo in auto la nuova Orbitale, il grande piano viario per smaltire il traffico lungo la circumvallazione i cui lavori sono stati autorizzati dal Comune non più di qualche settimana fa. Così il nuovo ospedale e l’orbitale praticamente nasceranno insieme, si stima a metà del 2020. Un’opera dunque di straordinario riassetto viario, oltre che urbano, che coinvolgerà anche la lottizzazione della proprietà Tonti proprio adiacente ai terreni del nuovo policlinico. Una lottizzazione che in origine prevedeva villini, campi da tennis e di calcetto e la cui destinazione adesso non è più chiara. Comune e Azienda ospedaliera si dicono pronti a «occuparsene». Non è tutto perchè il cronoprogramma per il nuovo Policlinico prevede la realizzazione del nuovo monoblocco, dell’ospedale Colonnello D’Avanzo più altri plessi minori, la riqualificazione della Maternità e la nuova Pneumologia per un totale di 30 milioni di euro.

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