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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il raggiro

Foggia, truffati in banca ex calciatore e insegnante

La Consob: «Adesso dovranno essere risarciti». L’istituto: «Ricorso inammissibile»

truffa finanziaria

FOGGIA - Lui è un ex calciatore del Foggia, lei un’insegnante di inglese. Dovranno essere risarciti da un istituto di credito cittadino delle somme loro sottratte, 349mila euro nel primo caso e 30.600 euro nel secondo. La Consob ha infatti dato loro ragione, nel 2010 e nel 2013 i due ignari correntisti furono vittima di un raggiro: all’ex calciatore fu proposta la sottoscrizione di obbligazioni convertite circa un anno dopo in azioni della banca, a sua insaputa. Nel secondo caso invece, l’insegnante di inglese che aveva incassato un assegno di 100mila euro derivanti da una controversia, fu invitata a presentarsi in banca: «Con quei soldi, le dissero - riferisce l’avvocato Pio Gaudiano che ha promosso il lodo amministrativo per i due ex correntisti - avrebbero fatto miracoli». «L’ex calciatore - ragguaglia ancora il legale - avrebbe voluto invece acquistare solo 10mila euro di obbligazioni, ma fu poi convinto a comprare ulteriori obbligazioni convertibili per 350mila euro che un anno dopo, senza avvertirlo, la banca convertì in azioni per finanziare il proprio capitale».

Due vicende molto dolorose per chi le ha subite, simili ad altri centinaia di casi in tutta Italia. Storie peraltro non ancora concluse nonostante l’accoglimento del ricorso perchè i soldi indietro materialmente i due clienti non li hanno ancora visti. Probabilmente si aprirà adesso un altro contenzioso con il nuovo istituto di credito capofila, che nel frattempo ha acquisito la ex controllata. La decisione assunta dall’Arbitro per le controversie finanziarie, Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, dispone però il pagamento delle somme «entro trenta giorni» dall’8 novembre, quando è stata emessa la sentenza. L’istituto di credito ha già rigettato l’eccezione, ritenendola infondata. Probabilmente si innescherà un braccio di ferro e sarà la magistratura ordinaria a doversene occupare. Quali sono infatti gli strumenti della Consob per esercitare pressione sull’istituto di credito inadempiente? «Il primo effetto - risponde l’avvocato Gaudiano - è di immagine: l’Arbitro è tenuto a pubblicare sul sito della Consob, dunque a beneficio dell’intera platea finanziaria, l’avvenuto inadempimento della banca, informazione da replicare anche su due quotidiani a tiratura nazionale. Si punta, in questo modo, a suscitare una ricaduta sulla reputazione della banca stessa che possa contribuire a far venir meno la fiducia nel cliente.

Quindi se la banca non restituisce le somme si possono adire le vie giudiziarie». La Consob, organo di controllo della Borsa e dei mercati, cura gli aspetti relativi al diritto finanziario e dal 2016 anche i sistemi di risoluzione alternative alle controversie (art. 128 bis del Codice bancario). Il lodo è immediatamente esecutivo. Due i passaggi significativi rilevati dalle risultanze della Consob che dimostrerebbero il raggiro patito dai due clienti. Nel caso dell’insegnante l’Arbitro scrive: «Si deve ritenere che il resistente (la banca: ndr), nel caso di specie - si legge nel dispositivo - abbia raccomandato alla ricorrente (l’insegnante: ndr) il compimento di un’operazione non adeguata rispetto al suo profilo, per di più senza averla correttamente informata delle caratteristiche e dei rischi insiti nelle azioni proposte. Si può ragionevolmente presumere che, qualora il resistente avesse agito correttamente, la ricorrente non si sarebbe determinata nel senso di procedere con l’esecuzione dell’investimento in esame». In riferimento all’ex calciatore invece, l’Arbitro verifica che «dai moduli d’ordine che alle ore 16:22 dell’8 gennaio 2013 l’intermediario proponeva al cliente in regime di consulenza l’acquisto di obbligazioni convertibili per un controvalore di 10.350,00 euro dopo averne rilevata l’inadeguatezza; alle ore 16:42 dello stesso giorno l’intermediario proponeva al ricorrente in regime di consulenza l’acquisto di ulteriori obbligazioni convertibili per un controvalore di 339.615,00 rilevandone l’inadeguatezza per dimensione. Tuttavia alle ore 16:43 dello stesso giorno (dopo appena un minuto) l’intermediario proponeva riproponeva la stessa operazione in regime di appropriatezza, venendosi a configurare come disposta di iniziativa del cliente».

«È stata riconosciuta - commenta l’avvocato Gaudiano - l’illiceità della condotta dei funzionari locali i quali, in un caso, hanno indotto il risparmiatore ad acquistare i titoli (obbligazioni), facendogli sottoscrivere più moduli, a contenuto tra loro antitetico e a distanza di un minuto l’uno dall’altro, e prospettandogli l’operazione come “sicura”; nell’altro caso, approfittando di un ingente versamento avvenuto sul conto della cliente pochi giorni prima della sottoscrizione, hanno proposto a quest’ultima investimenti azionari inadeguati, attribuendole un “profilo investitore” diverso dal reale e facendo apparire, così, l’operazione come “regolare”, quando invece non lo era affatto».

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