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La tragedia

Foggia, strage di braccianti, un testimone: «Ho visto il tir sbandare poi il rumore di lamiere»

Il racconto dell’operaio di San Severo e i primi soccorsi

Foggia, strage di braccianti, un testimone: «Ho visto il tir sbandare poi il rumore di lamiere»

Foto Maizzi

LESINA - «Davanti a me c'era un altro camion, viaggiavo sulla stessa direzione di marcia del furgone delle 12 vittime, cioè verso San Severo. All'improvviso ho visto un altro tir che, procedendo sulla corsia opposta, sembrava sbandare, forse stava solo cercando di evitare il camioncino su cui viaggiavano i migranti. Poi il botto, è stata una carneficina». Giovanni, operaio 52 enne di San Severo, racconta così l'impatto fatale che ieri pomeriggio ha provocato al morte di 12 persone e il ferimento di altre tre nei pressi dell'incrocio per Ripalta, in territorio di Lesina, lungo la «statale 16 Adriatica».
«Penso proprio che l'autista del camion abbia tentato di schivare il furgone. L'autista ha fatto di tutto mettendo a repentaglio anche la propria vita. Purtroppo non è stato possibile evitare l'incidente. E che si trattasse di una carneficina ce ne siamo accorti subito, a cominciare dal rumore delle lamiere e il botto del camion che ha finito la sua corsa contro il muro di cinta di un'azienda».

È stato proprio l'operaio sanseverese – con un passato nella protezione civile - a dare per primo l'allarme. In pochi minuti sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di San Severo, della stazione di Lesina, ma anche i vigili del fuoco di San Severo, numerose unità del 118, nonché pattuglie della polizia stradale. Poi i soccorsi.
«E' stata una vera e propria corsa di solidarietà – commenta Giovanni -: molti automobilisti e camionisti si sono fermati e hanno iniziato a tirare fuori dalle lamiere contorte i feriti. Per quello che ho visto io nessuno nell’immediatezza dell’incidente ha pensato di proseguire. Si sono fermati per dare una mano, per prestare soccorso, almeno fino all’arrivo delle prime ambulanze e del personale delle forze dell’ordine.Tre corpi erano intrappolati nella cabina di guida completamente schiacciata, altri tre sono stati sbalzati fuori, tutti gli altri erano rimasti sotto quel che rimaneva del furgone. Compresi i feriti. Uno slancio senza eguali, anche se non rende meno brutta una giornata come questa. Erano tutti ragazzi che tornavano da una giornata di lavoro. Con loro gli accessori di tutti i giorni, zaini, roba da mangiare... Tutto sparso per terra... come i loro corpi». I feriti sono stati poi soccorsi dal 118 per poi essere trasportati all'ospedale di San Severo. Per gli altri dodici invece le bare destinazione l’obitorio.

«Non ho mai visto un incidente di simile portata. Uno scenario raccapricciante. Con un dato certo: non possono essere più giustificate tragedie del genere. Oggi lo dico anche io dopo quello che ho visto. Non si può morire in questo modo... E' umiliate anche per noi... Occorre scuotere le coscienze».

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