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Il punto di vista

Se l’eros dei giovani «disturba» la campagna elettorale

Se l’eros dei giovani «disturba» la campagna elettorale

Ma se ci guardiamo attorno, sembra davvero che la politica sottovaluti l'urgenza, ma anche l'amore e l'umano e che guardi il dito invece della luna...

14 Settembre 2022

Enrica Simonetti

Di cosa parliamo quando parliamo di elezioni? Parafrasando un libro bellissimo che contiene i racconti di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, eccoci ad allungare lo sguardo su ciò che molti candidati dimenticano: non solo l'amore, ma l'umano. Il mondo che Carver descrive è appunto un universo umano variegato, spesso fatto di coppie stanche che si guardano nascondendo a stento la paura e la noia. Guarda caso, molti elettori potrebbero riconoscersi, così stanchi, impauriti e allo stesso tempo annoiati da questo dibattito elettorale che non riesce ad appassionarci, perché un giorno è asfittico, un giorno è violento, un giorno non ci tange e l'altro pure.

Sì, perché il mondo va avanti per conto suo, mentre scorrono le ore forsennate di chi in questa settimana e nella prossima raccoglie consensi. Vogliamo essere costruttivi, dobbiamo evitare l'insoddisfazione depressiva che la voglia deleteria di astensionismo porta con sé: ma facciamo fatica. Sembra che i partiti si siano dati una «lista della spesa» di idee da portare avanti e si oscilla tra l'energia e il superbonus, tra il lavoro (da decenni domina più nelle campagne elettorali che nelle famiglie) e i giovani. Quest'ultima parola è una delle più sbandierate, ma sempre genericamente. Citarli, pare che basti. Per non parlare di un'altra città ideale che sembra costruirsi davanti agli occhi, quella dei diritti. Già, ma quali? Cosa? Per chi?

Ci mancava la polemica sull'uso di Peppa Pig (il cartoon con le due mamme) a trascinare nell'arena i valori sui quali i politici si stanno inerpicando. Nella vita reale, accade questo ed altro, è sotto gli occhi di tutti, candidati e non. Accade anche che una piccola immigrata muoia di sete e che nessuno se ne accorga, alla faccia dei così reclamizzati diritti: se qualcuno se ne duole, è subito diatriba politica. Il dito è puntato non sul fatto ma sul commento. E ancora: accade che quei giovani e quelle donne, così ben menzionati nei web-comizi, siano composti da giovanissime ragazze e da giovanissimi ragazzi che – incuranti della polemica destra, sinistra, centro – hanno difficoltà materiali in diversi campi di cui pochi, pochissimi politici si occupano. Un esempio? L'educazione sessuale, i Consultori, i timori. Appunto, l'amore e l'umano che la politica ha dimenticato. Ci si è scontrati sull'aborto e non ci si è ricordati che gli adolescenti non sanno cosa siano i Consultori: queste non sono cose che hanno un colore politico, sono la vita. Ma si finisce sempre in polemica.

La Asl di Bari ad esempio ha appena annunciato un nuovo servizio dedicato alle problematiche della sessualità: donne e uomini di qualsiasi età possono rivolgersi ad un servizio Whatsapp per assistenza urgente, supporto, consigli, visite, contraccezione d'urgenza. Il numero (vale la pena diffonderlo 366 6240059, funziona da ieri), checchè se ne pensi, è un grande passo in avanti nel campo dell'ascolto. Si può interagire con gli operatori tramite messaggio per chiedere – spiegano – di: pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo, gravidanza indesiderata, interruzioni di gravidanza, malattie sessualmente trasmesse, papilloma virus, infezioni vaginali e rapporti sessuali a rischio. Un Consultorio online? Un primo approccio, piuttosto, una mano tesa per cominciare quella prevenzione ed educazione sessuale ormai carente, o meglio passata direttamente dalle famigerate informazioni del «dottor Google», al mercato degli aborti clandestini, ai video fuorvianti, ai siti che diffondono paure e incertezze.

Ascoltare una voce a volte può essere determinante, anche solo partendo da un messaggino, che tanto ormai è la nostra voce. Bene, c'è stato chi ha immediatamente polemizzato anche con questa iniziativa: una candidata pugliese di Fratelli d'Italia ha parlato di «logica da distributore automatico di pillole invece che offerta seria per la tutela della salute, soprattutto dei giovani». Sarà. Ma se ci guardiamo attorno, sembra davvero che la politica sottovaluti l'urgenza, ma anche l'amore e l'umano e che guardi il dito invece della luna... E così, come in un racconto di Raymond Carver, torniamo a guardarci attorno stanchi, annoiati: di cosa parliamo quando parliamo di elezioni?

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