Sabato 28 Maggio 2022 | 03:24

In Puglia e Basilicata

LA POLITICA

Il cambio di passo di Macron e i riflessi in Europa

Il cambio di passo di Macron e i riflessi in Europa

Il Presidente Macron al secondo mandato francese (foto Ansa)

L’identità fortemente europeista del Presidente di Francia-bis dovrà tradursi in un suo maggiore impegno propositivo

27 Aprile 2022

Leonardo Sforza

Sullo Champ de Mars le note di One more time accompagnavano l’euforia dei sostenitori di Emmanuel Macron all’annuncio della sua rielezione. Ma la postura e il breve discorso post elettorale del Presidente ai piedi della Torre Eiffel sono stati privi di trionfalismo e con una parola d’ordine diversa dal successo dei Daft Punk. Macron si è impegnato ad imprimere «una nuova partenza per fare meglio», piuttosto che a continuare sul solco del mandato precedente. In definitiva, un cambio di passo tanto nel metodo della leadership presidenziale, meno autocratica e più inclusiva, che nei contenuti programmatici di governo, decisamente ricentrati sullo sviluppo sostenibile e sull’inclusione sociale.

Malgrado il successo netto sulla sfidante Le Pen, e l’ingresso nella ristretta rosa dei presidenti rieletti con De Gaulle, Mitterand e Chirac, Macron sembra cogliere l’urgenza di dare risposte concrete alle sfide che lo attendono da subito sia sul piano nazionale che internazionale. L’interesse dell’Italia, da nord a sud, rispetto alla natura ed alla portata di entrambi i livelli di intervento non dovrebbe mancare. Sul piano nazionale, miglioramento del potere d’acquisto e ambiente emergono come le due principali priorità di indirizzo per il nuovo governo che sarebbe operativo già dalla prossima settimana, probabilmente allargato ad esponenti del «fronte repubblicano» che hanno sostenuto la rielezione di Macron. Fra le nuove misure immediate di sostegno al potere d’acquisto dei francesi, toccati dall’impatto della crisi sanitaria e dalle conseguenze economiche della crisi Ucraina, si dovrebbero annoverare: la rivalorizzazione delle pensioni, l’aumento dei minimi sociali per i meno abbienti, la migliore compensazione dell’aumento dei prezzi dell’energia. La transizione ambientale entrerebbe nelle responsabilità dirette del primo ministro, con obiettivi di risultato più ambiziosi di quelli registrati finora.

Resta da vedere quanto l’adozione seppur immediata di queste misure possa servire ad attenuare il malcontento popolare diffuso nella società francese, espresso sia dal non-voto (oltre il 35%), che dall’avanzata senza precedenti di un candidato dell’estrema destra alle presidenziali (41,5%). In vista delle elezioni legislative di giugno, un qualsiasi errore di comunicazione per il nuovo governo e di sostanza sulla portata effettiva delle nuove misure da parte del Presidente e dei suoi collaboratori, finirebbe per allargare l’influenza dei poli radicali, tanto a destra che a sinistra. Certo una migliore rappresentatività politica del Paese reale in parlamento, resa più difficile dall’attuale sistema elettorale, sarebbe un innegabile fattore di miglioramento della dialettica democratica. Gli ampi poteri e prerogative costituzionali riconosciuti al Presidente della Repubblica francese mettono Macron al riparo da ribaltamenti di indirizzo politico, ma la perdita dell’attuale maggioranza parlamentare o semplicemente la sua frammentazione sono suscettibili di influenzare coerenza e portata del programma.

Sul piano internazionale, le entusiastiche ed immediate felicitazioni dei leaders delle istituzioni europee oltre a quelle dei principali capi di Stato e di Governo per una rinnovata ed effettiva collaborazione, insieme a quelle di rito, ma non scontate, di Putin e Xi Jinping, dimostrano le aspettative riposte in Macron per un ruolo sempre più strategico ed autorevole sulla scena globale. Innanzitutto perseguendo l’opera di persuasione diretta verso Putin per un cessate il fuoco immediato e per la risoluzione della crisi ucraina. Il sostegno di Macron al tentativo di rilancio del tavolo di trattative fra Russia e Ucraina da parte del Presidente turco Erdogan, come la moral suasion nei confronti di Xi Jinping e del Presidente Indiano Narendra Modi, potrebbero far pervenire Putin a più miti consigli in considerazione dell’interdipendenza di interessi commerciali e strategici di questi paesi nella regione euroasiatica. A livello Ue, appoggiando la domanda di adesione dell’Ucraina in quanto paese candidato e contribuendo a vincere le reticenze di quei paesi come l’Austria. In definitiva, l’identità fortemente europeista di Macron dovrà tradursi in un suo maggiore impegno politico e propositivo, anche potendo contare sulla collaborazione italiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725