Martedì 13 Gennaio 2026 | 15:46

Bari a «bocce» ferme. Restano ancora in sella Vivarini e l’area tecnica

Bari a «bocce» ferme. Restano ancora in sella Vivarini e l’area tecnica

 
antonello raimondo

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antonello raimondo

Bari a «bocce» ferme. Restano ancora in sella Vivarini e l’area tecnica

Impossibile procedere a ribaltoni nella dirigenza sportiva con il mercato in corso. L’allenatore Vincenzo Vivarini, invece, resta a forte rischio. In casa biancorossa continuano ad essere giornate ricche di tensione

Martedì 13 Gennaio 2026, 13:05

BARI Impossibile procedere a ribaltoni nella dirigenza sportiva con il mercato in corso. L’allenatore Vincenzo Vivarini, invece, resta a forte rischio. In casa Bari continuano ad essere giornate ricche di tensione. La famiglia De Laurentiis vuole tentare ogni strada pur di scongiurare una retrocessione che annullerebbe in un solo colpo otto anni di ricostruzione da zero, con il termine per la dimissione della multiproprietà sempre più vicino (giugno 2028). Però, la squadra continua a non fornire concreti segnali di crescita, il primo ribaltone in panchina (da Fabio Caserta a Vivarini) ha persino peggiorato il rendimento complessivo (13 punti in 12 gare per il tecnico calabrese, appena quattro in sette match per il mister abruzzese) e i nervi sono a fior di pelle in tutte le componenti.

«GUERRE» E RATTOPPI - Le parole di Vivarini prima e dopo la sconfitta con la Carrarese («sono preoccupato e scontento del mercato» e «qui è sempre guerra, guerra, guerra») continuano a far rumore e hanno dato vita ad un comprensibile valzer di ipotesi. Molti hanno dipinto una possibile rottura tra i due direttori sportivi Magalini e Di Cesare. In realtà, i due dirigenti continuano a lavorare all’unisono. Un paio di confronti a muso duro, invece, sarebbero avvenuti tra i dirigenti e l’allenatore. Da un lato, l’esigenza di procedere rapidamente al profondo rimpasto di un gruppo che oggi appare impotente ad ogni difficoltà, dall’altro l’esigenza del tecnico di inserire elementi funzionali ad un’idea di gioco e non di intervenire soltanto su nomi e numeri. Vivarini, in particolare, non sarebbe stato convinto di tre operazioni virtualmente concluse (una dovrebbe riguardare il 27enne Giuseppe Caso del Modena sul quale poi sono sorti comunque altri intoppi) perché poco adatte al suo calcio, mentre i ds dal canto loro erano convinti del valore dei colpi già in pugno. Dinamiche comuni, nel complesso. Ma decisamente evitabili in un frangente così complesso. E soprattutto deleterie se fuoriescono (come in effetti è avvenuto) dalle “quattro mura” del club.

E proprio questa sarebbe una delle componenti sotto valutazione: senza gli indispensabili chiarimenti, ripartire con un allenatore che ha manifestato malcontento e sfiducia, ma soprattutto non ha prodotto risultati, potrebbe minare la credibilità dell’intera società. Vivarini ha diretto l’allenamento di ieri, ma non significa che l’esonero sia scongiurato. In ogni caso, se non dovessero esserci ripensamenti a stretto giro, la sfida di sabato con la Juve Stabia sarà decisiva anche per le sue sorti. Al contempo, il club non cercherà un altro tecnico avendone già tre a libro paga: escluso un ritorno di Caserta, è, invece, plausibile un ritorno di Moreno Longo, in sella lo scorso torneo e vincolato fino al prossimo 30 giugno. Malgrado le smentite di facciata, il mister piemontese fu contattato già dopo l’esonero di Caserta, ma non si realizzarono gli incastri per il suo rientro. Ora, però, le parti potrebbero compiere ognuna un passo verso l’altra: da un alto, infatti, c’è un club che avrebbe bisogno del suo carisma per centrare la permanenza, dall’altro il trainer torinese finora è rimasto al palo ed evidentemente vorrebbe tornare in pista. La sua presenza sabato a Carrara, da qualsiasi punto di vista si voglia considerare, non può essere meramente causale.

MERCATO PER IL 3-5-2 - Intanto, la componente fondamentale diventa il mercato che si orienterà sulla costruzione di un 3-5-2 portato ad aumentare l’impatto offensivo, ora ridottissimo con il 3-4-2-1 costruito su una sola punta e due trequartisti (Maggiore e Castrovilli) che si stanno rivelando del tutto spenti. Foltissima la lista dei potenziali partenti: Nikolaou, Vicari, Burgio, Gaston Pereiro, Antonucci e Partipilo sembrano inesorabilmente fuori dal progetto. In bilico anche i giovani Pagano e Cerri, nonché persino ipotetici big come Maggiore, Castrovilli e Gytkjaer. Non dovrebbero muoversi, invece, né Dorval (la sua Algeria è stata eliminata in Coppa d’Africa e quindi rientrerà per il confronto con la Juve Stabia), né Moncini, chiesto dal Cesena. In arrivo, appaiono indispensabili almeno uno o due difensori (certamente un centrale puro), tre o quattro centrocampisti (un regista e due o tre mezzali che portino corsa, muscoli e intensità) e due attaccanti (il numero potrebbe incrementare a seconda delle uscite). Definito l’arrivo di Marvin Cuni: la 24enne punta albanese sarà prelevata in prestito dalla Sampdoria con cui si insiste per il ritorno di Leonardo Benedetti, 25enne mezzala già protagonista con i Galletti nel 2022-23. Vivo ma complicata la trattativa con il Sassuolo per i centrocampisti Edoardo Iannoni (24 anni) e Luca Lipani (20), mentre è partito un forte corteggiamento per l’ungherese Nagy, 30enne play dello Spezia.

Ma molti altri dialoghi sono aperti. Il giro di boa è compiuto: c’è un girone di ritorno per tenersi stretta la B e il margine d’errore è già azzerato.

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