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Ex Ilva, i commissari chiedono 7 miliardi di danni ad ArcelorMittal: «Ha svuotato il siderurgico di Taranto»

Ex Ilva, i commissari chiedono 7 miliardi di danni ad ArcelorMittal: «Ha svuotato il siderurgico di Taranto»

Ex Ilva, i commissari chiedono 7 miliardi di danni ad ArcelorMittal: «Ha svuotato il siderurgico di Taranto»

 
Ex Ilva, i commissari chiedono 7 miliardi di danni ad ArcelorMittal: “Non ha mantenuto gli impegni”

La causa civile avviata davanti al Tribunale di Milano per la gestione dello stabilimento: «Mai fatta la manutenzione degli impianti»

Lunedì 12 Gennaio 2026, 21:47

13 Gennaio 2026, 15:04

Si apre ufficialmente il fronte risarcitorio sul futuro dell’ex Ilva. I commissari straordinari di Acciaierie d'Italia hanno promosso una causa civile da circa 7 miliardi di euro contro ArcelorMittal, chiamata a rispondere della gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto nel periodo compreso tra il 2018 e il 2024.

L’azione legale, depositata presso il Tribunale di Milano, è stata resa nota dal Financial Times ed era nell'aria da settimane. Al centro del contenzioso vi sarebbero i danni industriali e patrimoniali che, secondo i commissari, sarebbero stati provocati durante la gestione del gruppo multinazionale, prima in solitaria attraverso AM Investco Italy e poi con la nascita di Acciaierie d’Italia, partecipata anche da Invitalia.

Nei mesi scorsi il ministro delle Imprese aveva riferito al Parlamento di verifiche che avrebbero fatto emergere danni per circa 5 miliardi di euro, riconducibili in particolare alla mancata manutenzione degli impianti e alla gestione delle quote di emissione di CO2. L’iniziativa giudiziaria è stata affidata a un team di legali esterni e rappresenta un passaggio chiave nel complesso riassetto del polo siderurgico.

Secondo l'atto di citazione visionato dal Financial Times, Acciaierie d'Italia ha citato in giudizio la controparte chiedendo un risarcimento per quella che sostiene essere stata una «cattiva gestione» da parte di ArcelorMittal. «La due diligence forense condotta dai commissari ha dimostrato che gli squilibri finanziari della società sono il risultato di una strategia deliberata e precisa, perseguita nel tempo, volta a trasferire sistematicamente e unilateralmente risorse finanziarie dalla società (italiana ndr) alla sua società madre», si legge nell'atto presentato dall'avvocato Andrea Zoppini. Potrebbe trattarsi di una delle più importanti richieste di risarcimento mai presentate in un tribunale italiano.

Parallelamente, il governo continua a lavorare sul futuro industriale dell'ex Ilva. A Palazzo Chigi si starebbe definendo il calendario di incontri con il fondo statunitense Flacks Group, attualmente in trattativa esclusiva per l’acquisizione dell’intero gruppo, e con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo dell'esecutivo è valutare nel dettaglio il piano industriale, le ricadute occupazionali e ambientali e l’eventuale ingresso dello Stato nella compagine societaria, ipotesi sostenuta dai sindacati. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito che non verranno assunti impegni vincolanti in assenza di un progetto solido, escludendo operazioni speculative e sottolineando la priorità della tutela del lavoro e dell’ambiente.

Urso: «Richiesta di risarcimento tra le più alte di sempre»

«Ieri i legali dei commissari" della ex Ilva «hanno presentato la richiesta di un risarcimento che ammonta a circa 7 miliardi di euro per i danni sembra arrecati in modo volontario dai gestori e in modo specifico ArcelorMittal. Sette miliardi di danni: credo sia una delle cause di risarcimento più significative della nostra storia». Lo ha detto Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy, a margine della cerimonia d’apertura di Pitti Immagine Uomo oggi a Firenze.

«Già oggi noi siamo i leader in Europa nella produzione di acciaio green, con l’85% della produzione nazionale che è realizzata nei forni elettrici», ha aggiunto, sottolineando che "i nuovi investimenti che abbiamo accompagnato e sostenuto» su Terni e Piombino «saranno anch’essi con forni elettrici», e "dobbiamo completare questo processo difficile, sfidante, proprio a Taranto: e l’ammontare del risarcimento che l'amministrazione straordinaria ha richiesto affinché fosse riconosciuta dal tribunale ci fa capire quanto difficile sia la sfida che abbiamo ereditato, ma che siamo consapevoli di dover portare a termine con il concorso di tutti».

Dunque, ha concluso Urso, «mi auguro che si possa concludere al meglio questa fase con l’assegnazione degli impianti a chi ha davvero intenzione di investire per il rilancio produttivo di un sito così importante e strategico per l’Italia e per l’Europa sulla via della piena decarbonizzazione»

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