Ultime ore d’attesa prima dell’ufficializzazione della giunta di Antonio Decaro. Ieri il governatore aveva l’agenda piena per gli impegni sulla crisi idrica. Ha dedicato alcune ore ad incontri e al punto sul progetto di collegamento della diga del Liscione dal Molise alla Puglia («ci è stato confermato che ci sono 15 milioni di euro per il progetto di fattibilità, vorremmo iniziare i lavori nel 2027», ha dichiarato facendo il punto sul dossier). Nella giornata però ha proseguito le interlocuzioni informali per con i papabili assessori e con i leader dei partiti e delle civiche della coalizione, mentre un leader regionale spiega di «non avere per ora appuntamenti o incontri già fissati».
Ai «Mister 30mila preferenze» tra i dem sulle spine per le comunicazioni non ancora ricevute, si è aggiunta l’atmosfera elettrica tra i civici di Per la Puglia: tutti e quattro i consiglieri (Sebastiano Leo, Ruggiero Passaro, Antonio Tutolo e Saverio Tammacco) avrebbero dato la disponibilità a ricoprire l’incarico di assessore, e non avendo una struttura di partito, non c’è - al momento - un criterio per dare una priorità ad una eventuale indicazione.
Appellandosi alla Madonna della Vetrana prima dell'accensione della Fanova a Castellana Grotte, Decaro ha dichiarato di avere «le idee chiare» e soprattutto di aver individuato dei «criteri» su cui basare le sue scelte. E proprio il sostantivo «criteri» ha alimentato ieri una nuova ondata di polemiche sotterranee, con la richiesta implicita di «chiarire esplicitamente le regole» della selezione. «Se si sceglie una strada, bisogna poi dire quale...
















