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Bari, il fenomeno Caprile : «Fontana, il migliore della B»

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Il portiere potrebbe vestirsi d’azzurro debuttando nell’under 21, impegnata in amichevole contro i pari età dell’Inghilterra

22 Settembre 2022

Davide Lattanzi

BARI - «Una straordinaria rivelazione. Elia Caprile finora è il miglior portiere della B. E di gran lunga». Beh, in questo caso, l’investitura è davvero d’onore. Perché i complimenti al giovane portiere del Bari arrivano direttamente da Alberto Fontana. «Jimmy», come lo chiamava la Curva Nord, invitandolo a «saltare con noi». L’ex portiere romagnolo è un simbolo della fulgida tradizione biancorossa nel ruolo: 133 presenze con i Galletti dal 1993 al ‘97, due promozioni dalla B alla A, altrettanti campionati in massima serie in una carriera che partendo dalla sua Cesena lo ha portato pure a vestire le maglie di Atalanta (un’altra promozione in A nel 2000), Napoli, Inter (debuttando in Champions ed Europa League), Chievo Verona e Palermo (con un’altra parentesi in Europa League). Oggi Caprile potrebbe vestirsi d’azzurro debuttando nell’under 21, impegnata in amichevole contro i pari età dell’Inghilterra. Oppure, l’esordio potrebbe essere rimandato a lunedì prossimo, in occasione del test con il Giappone. Ad ogni modo, la sua convocazione è il suggello ad un’irresistibile escalation che lo ha portato dalla C all’attenzione generale in appena un mese e mezzo. Fontana segue il Bari con immutato affetto e non gli sono sfuggite le prodezze del ragazzo veneto.


Alberto Fontana, allora Caprile l’ha davvero “folgorata”?
«Elia non deve ascoltarmi, ma mi ha sbalordito. Questo ragazzo ha delle doti incredibili: è reattivo, esplosivo, ha riflessi fuori dal comune. Ma soprattutto, ha una personalità da veterano: è tranquillo, sereno, non si fa condizionare dai momenti della partita o dall’impatto degli avversari. È stato determinante quasi in ogni gara: sul meritatissimo bottino del Bari è ben impressa la sua firma. Ma c’è qualcosa che mi ha impressionato ancora di più».
Prego…
«Il carattere. L’ho sentito parlare più volte: è posato, determinato, con i piedi ben saldi in terra. Si dice spesso che i portieri debbano essere un po’ matti. Lui, invece, ha usato il termine giusto: occorre equilibrio. Perché il portiere è spesso solo, deve saper superare l’errore, mantenere la concentrazione anche quando è poco sollecitato. E poi, pensate a che cosa è riuscito a questo ragazzo: gioca con Di Cesare, Terranova, Vicari, Pucino, ovvero gente con centinaia di presenze tra A e B. Eppure, si fidano di lui, lo rispettano: essere riuscito a conquistare la loro fiducia è un segnale inequivocabile di maturità».
I tifosi biancorossi ai augurano che con lui si possa aprire una lunga epopea, un po’ come è accaduto a lei.
«Le potenzialità sono impressionanti: oggi è difficile dire dove potrà arrivare. Non ci sono moltissimi portieri di livello eccellente. Non si può escludere che, se manterrà queste premesse, potrebbe arrivare qualche proposta irrinunciabile. Tuttavia, oggi Elia è a Bari e quella deve essere la sua nazionale, il suo “top”. È cominciata una bella storia: chi dice che non possa diventare incredibile? Non diciamo nulla, ma una squadra che parte così bene, ha in sé il giusto mix tra gioventù ed esperienza e ha preso entusiasmo può spingersi davvero molto lontano…».

Come inquadra il momento dei portieri italiani?
«Ai miei tempi la nostra scuola era indiscutibilmente la migliore del mondo. Arrivavano in Italia portieri magari anche nazionali dei loro Paesi e dovevano accontentarsi di squadre medio-piccole, magari pure perdendo il posto. Ora all’estero sono stati compiuti notevoli passi avanti e da noi, invece, la fioritura non è più così numerosa. E poi c’è un problema: si vuole a tutti i costi trovare il fenomeno in tenera età, senza capire che il portiere spesso esplode attorno ai 24-25 anni. I Buffon o i Donnarumma che sono pronti a 17 anni sono straordinarie eccezioni, non possono costituire una regola. Lo stesso Caprile è una bellissima anomalia perché un rendimento così a ventuno anni, in B, capita di rado. Bisogna fare i complimenti al direttore sportivo Ciro Polito: ha scovato una gemma purissima».

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