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Calcio, Garzya spiana la strada al Lecce: «In A serve il salto di qualità»

Lecce-Frosinone da urlo: «In campo tanta qualità»

«Sticchi Damiani la garanzia per il club. E Baroni non soffrirà il cambio di categoria»

13 Giugno 2022

Davide Ruberto

LECCE - Un incontro tra vecchie glorie del Lecce, organizzato per festeggiare le dieci promozioni dei giallorossi, è stata l’occasione per riaccendere i riflettori su Luigi Garzya, ex difensore giallorosso e molto amico sia del presidente Saverio Sticchi Damiani che di mister Baroni.
Che effetto le ha fatto incontrare i suoi ex compagni di squadra?
«Noi glorie del Lecce ci conosciamo da una vita e ci incontriamo spesso, ma è sempre bello ritrovarsi e farlo alla presenza del presidente che io conosco da una vita».
Cosa pensa del presidente, alla luce dell’acquisizione della maggioranza delle quote societarie?
«Lo stimo come professionista, ma soprattutto come persona. Ha raggiunto risultati importanti e farlo come presidente italiano, salentino, leccese è una cosa molto rara, direi unica».
A proposito di vecchie conoscenze, c’è quella con mister Baroni. Pensa che anche in Serie A potrà far valere le sue doti?
«Assolutamente sì, perché ha dimostrato tanto, al di là dei campionati e della categoria. Allenare in Serie A è anche una fortuna, bisogna riuscire a prendere il treno giusto al momento opportuno. Se un allenatore arriva in serie A dopo tanti anni di carriera non significa che non sia stato bravo, è questione di aspettare il momento giusto. Lui ha dimostrato di conoscere la serie B, di saper vincere il campionato ed è giusto ripartire da lui».
A proposito di conoscere bene la serie B, Coda riuscirà a dimostrare il suo valore anche nel massimo campionato?
«Secondo me sì. Se il discorso lo avessimo fatto 30 anni fa, con i giocatori che giocavano all’epoca in serie A, sarebbe stato diverso. Ma bisogna partire dal presupposto che, chi riesce a fare così tanti gol in B, li sa fare anche in A. L’ultimo anno ha fatto la differenza ma credo sia un giocatore sprecato per la cadetteria. È assurdo che uno con le sue qualità non abbia avuto ancora l’opportunità di mettersi in mostra in serie A perché, oltre ai gol, si vede che è tatticamente molto intelligente».

Tra i giovani talenti del Lecce, di chi non farebbe a meno?
«Io direi di tutti, perché bisognerebbe dare una possibilità a questi ragazzi. È chiaro che Hjulmand è il giocatore che ha dimostrato di essere più pronto e quello che anche in serie A potrebbe fare la differenza. Poi quando un giocatore è cercato da club importanti significa che qualcosa di buono l’ha fatta. Quest’anno è stata una delle sorprese più positive, perché non ha mai sbagliato una partita».
Su chi punterebbe mister Garzya per il mercato, sui giovani, sugli esperti o un mix?
«Ci vuole un po’ di tutto in serie A. Il problema dei giovani è che ce ne sono tanti ma devono essere già pronti per la categoria, il Lecce fortunatamente ne ha già tanti di proprietà ma ricorrerà anche anche a qualche prestito. Se è una società sana, è perché non ha mai fatto il passo più lungo della gamba».
Il Lecce giocherà con lo stesso modulo dello scorso anno o dovrebbe apportare qualche accorgimento?
«È chiaro che mister Baroni partirà con il suo modulo, perché ha giocato il miglior calcio della serie B e ha vinto un campionato con una delle migliori difese e dei migliori attacchi. I giocatori che aveva gli hanno permesso di giocare con quel tipo di modulo. Durante i campionati, poi, molti allenatori cambiano in base ai giocatori disponibili e all’avversario che si affronta. Ormai l’allenatore moderno sa giocare con tutti i moduli».

Quanta fortuna e quanto, invece, lavoro servirà per determinare una lunga permanenza del Lecce in Serie A?
«La fortuna è una componente importante della vita, ma bisogna metterci anche del proprio. La società adesso ha più esperienza, dopo l’ultima retrocessione dalla A alla B, ma ci sono anche nuovi dirigenti che sapranno evitare gli errori del passato».
Quanto sarà importante, per il raggiungimento degli obiettivi, l’apporto del pubblico?
«Quello non è mai stato un problema a Lecce, in qualsiasi categoria la squadra abbia giocato, lo stadio di Via del Mare è stato sempre pieno e, anche l’anno prossimo, sarà l’arma in più. Al fianco della squadra».

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