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Calcio, multiproprietà Bari: in tribunale il primo round, rigettato il ricorso

Il presidente del Bari Luigi  De Laurentiis

Il presidente del Bari Luigi De Laurentiis

Il presidente De Laurentiis annuncia battaglia perché la Figc impone al 30 giugno 2024 il termine per porre fine alla detenzione di più di una società professionistica

04 Maggio 2022

Davide Lattanzi

BARI  - Un ampio progetto, senza vincoli stringenti. Ecco la finalità della battaglia legale che oggi il Bari comincerà per sciogliere il nodo sulla multiproprietà. L’appuntamento è al tribunale federale: il primo grado della giustizia sportiva si pronuncerà sul ricorso presentato dalla famiglia De Laurentiis contro la pronuncia dello scorso settembre, con cui la Figc impone al 30 giugno 2024 il termine per porre fine alla detenzione di più di una società di calcio professionistico, al di là della categoria di militanza.

L’atto, curato dall’avvocato Mattia Grassani, mira al ripristino della situazione vigente al luglio 2018, ovvero quando la Filmauro, già proprietaria del Napoli, rilevarono il club biancorosso dal fallimento con la certezza (dando per improbabile una futura retrocessione dei campani) di poterlo gestire liberamente fino all’eventuale raggiungimento della serie A, unico caso che avrebbe comunque costretto a dismettere una delle due società. La norma cambiata in corso d’opera, peraltro contraddicendo il precedente orientamento della Figc (che a maggio 2021 ribadiva la volontà di interrompere le multiproprietà salvando, però, le situazioni esistenti), nonché la tempistica ristretta (due anni appaiono insufficienti per rientrare dagli investimenti effettuati sul club pugliese) sono i cardini della contestazione avanzata dal Bari. Difficile che arrivi già in primo grado una schiarita su una vicenda così complessa, così come l’intero iter legale, che comprende altri due gradi di giustizia sportiva (Corte d’appello federale e Collegio di Garanzia del Coni) e l’eventuale ricorso al giudizio ordinario (Tar e Consiglio di Stato), potrebbe prevedere tempi lunghi.

Scontato, quindi, che i De Laurentiis valuteranno ogni ipotesi alternativa: dalla vendita del club biancorosso a eventuali maxi offerte su quello partenopeo. Ciò non significa che il Bari sia destinato ad affrontare una B di semplice transizione. Tutt’altro. Proprio un’eventuale costrizione a privarsi in anticipo della società pugliese indurrebbe i vertici a forzare la scalata verso la serie A, con l’obiettivo di ottenerne il massimo profitto da una cessione. Una rincorsa a tappe forzate, però, imporrebbe non solo investimenti onerosi, ma anche un maggiore rischio d’errore. Senza dimenticare che comunque il Bari si troverà in una cadetteria dalla quale manca da quattro anni e mai come prima popolata di formazioni con dichiarate ambizioni: Parma, Spal, Ternana, chi non dovesse salire tra le attuali compagini d’alta classifica, nonché chi giungerà dalla A.

La politica dello «step by step» predicata da Luigi De Laurentiis è improntata al costruire una corazzata con raziocinio, potenziandone ogni asset (il settore giovanile, le strutture ancora carenti di un centro sportivo), magari guardando anche gli sviluppi, avviato dal 9 maggio ad un primo restyling. Ciò non significa porsi limiti nell’immediato: vincere subito sarebbe l’exploit più gradito. Dover, invece, centrare a tutti i costi l’obiettivo pur di non disperdere gli sforzi economici di quattro anni è la prospettiva che la proprietà biancorossa combatterà.

Rigettato ricorso presidenti Napoli e Bari

Il Tribunale Federale Nazionale della Figc ha rigettato il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, avente ad oggetto l'impugnazione della delibera del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF sulle Partecipazioni Societarie. Il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari riguardava il divieto di partecipazioni in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado. 

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