Giovedì 21 Febbraio 2019 | 16:29

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san pancrazio

Rubano il calice dal santuario
Coppia finisce ai «domiciliari»

Ladri in azione durante la festa in onore di Sant'Antonio

Rubano il calice dal santuario Coppia finisce ai «domiciliari»

FEDERICA MARANGIO

SAN PANCRAZIO SALENTINO - Prima pregano e poi rubano il calice del santuario di Sant’Antonio alla Macchia proprio nel giorno della festa dedicata al Santo protettore.

I Carabinieri, coadiuvati da personale della polizia locale, hanno arrestato in flagranza di reato, Cosimo Roberto Solimeo e Cosima Radogna, entrambi sampacraziesi rispettivamente di 23 e 33 anni. I due hanno subito attirato le attenzione del rettore del santuario, don Giuseppe Taurino, il quale - vedendoli in preghiera - ha avuto la sensazione che tramassero qualcosa. Ha chiamato infatti il presidente dell’associazione nazionale sottufficiali italiani, l’ispettore Sergio Similimeo, il quale ha presidiato la zona.

Ed ecco che nel giro di un’ora dalla telefonata il calice in ottone, ma del valore di un migliaio di euro, era sparito. A dare l’allarme la signora addetta alle pulizie che notando subito l’assenza del calice ha visto i ragazzi correre verso l’uscita del santuario. Similimeo accompagnato dal vice-presidente Eupremio D’Ambrosio ha bloccato i ragazzi alla rotatoria dopo che facevano ritorno dal boschetto presso cui avevano sotterrato il calice, che avrebbero poi venduto una volta calmate le acque. Similimeo e D’Ambrosio hanno chiamato i vigili urbani e insieme i militari dell’Arma che hanno accompagnato gli autori del furto in caserma. Una volta che don Giuseppe ha sporto denuncia contro i due, i ragazzi hanno confessato. I Carabinieri hanno ritrovato il calice nel bosco secondo le indicazioni dei due.

Veramente allarmato e deluso al contempo don Giuseppe Taurino. “Sant’Antonio è il protettore degli oggetti smarriti – ha esordito – .

Non avrebbe mai permesso che nel giorno della sua festa venisse compiuto un atto sacrilego di tale portata. Non è il valore del calice in sé, ma l’idea di poter perpetrare atti di questo tempo persino nel tempio del Signore”. Amareggiato il rettore che ha a cuore i ragazzi e si dedica a loro proprio per aiutarli a ritrovare la retta via. Decisivo l’intervento dei due pensionati che hanno fermato i ragazzi che dopo aver nascosto il calice nel bosco antistante il santuario, erano intenzionati a fare ritorno alla festa, per mostrarsi innocenti dinanzi ad ogni eventuale accusa. La vicenda che si è conclusa con il ritrovamento del calice e con gli arresti domiciliari dei due autori del furto, fa riflettere amaramente don Giuseppe. “Mi dispiace davvero che oggi ci si senta legittimati a fare di tutto - dice -. Avrei preferito che si rivolgessero a me, cercando aiuto”.

SAN PANCRAZIOVigili e carabinieri hanno smascherato i due ragazzi recuperando l’oggetto sacro

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