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BRINDISI - «Niente bus per raggiungere l’università per me studente disabile». La “denuncia” è di un 21enne fasanese (non pubblichiamo il suo nome perché – riteniamo – sia il fatto quello che conta), studente del secondo anno del corso di laurea in Giurisprudenza all’università Lum (Libera Università Mediterranea) Jean Monet di Casamassima (Bari).

La mancanza di mezzi pubblici attrezzati per il trasporto di persone diversamente abili l’anno scorso ha costretto l’universitario fasanese a raggiungere l’ateneo accompagnato, con la loro auto, dai suoi genitori.

«L’Università – spiega il 21enne – già da tempo mi aveva fatto prendere contatti con un’impresa di trasporti per consentirmi di raggiungere Casamassima a bordo di un bus attrezzato per il trasporto disabili. Mio malgrado – si legge in una lettera che lo studente fasanese ha inviato all’azienda di trasporti e alla Lum – nel colloquio telefonico avuto, il 12 settembre scorso, con un responsabile della vostra azienda ho appreso che la tratta, da voi denominata percorso 3, che collegherà, tra gli altri centri, Fasano all’Università Lum, non è coperta da un autobus adatto alle mie esigenze, cioè con pedana per permettermi di salire agevolmente sul mezzo, in quanto il mezzo con questa particolarità è stato venduto nel maggio del 2018».

«Il 20 settembre scorso – prosegue la lettera – la vostra società mi inviava una e-mail nella quale mi faceva nuovamente presente che non avete a disposizione un pullman adatto alle mie esigenze e mi invitavate a contattarvi per fornirmi il contatto di un noleggiatore di tali mezzi di trasporto. Tale soluzione non coincide con le mie esigenze, in quanto sono già in possesso di un mezzo che mi permette di raggiungere l’università. La mia esigenza è quella di poter usare un mezzo pubblico attrezzato per il motivo che non guido e, di conseguenza, se posso usufruire del vostro bus non sono costretto a farmi accompagnare dai miei familiari e sarei più autonomo».

La legge che garantisce il diritto ai disabili di usufruire dei mezzi pubblici esiste ma, come spesso accade, tra la norma e la realtà delle cose passa un abisso. Il 21enne fasanese, da buon studente di giurisprudenza, le leggi le conosce.

«Tale pedana è prevista per legge per i mezzi o le tratte, di nuova costruzione per i primi, di ideazione per le seconde, ed è anche valido per i mezzi e le fermate restaurate, la dove c’è stato un restauro postumo al 16 febbraio 2011, come si evince dal regolamento dell’Unione europea 181/2011 relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus. In questo regolamento, al paragrafo 8 – spiega il 21enne fasanese – si afferma che le persone con disabilità devono avere accesso al trasporto e non esserne escluse a causa della loro mobilità ridotta. Sempre in tale regolamento – prosegue – si dice che le persone con disabilità devono godere del diritto di assistenza alla fermata e a bordo degli autobus per favore l’inclusione sociale (l’assistenza deve essere gratuita)».

Questa è la legge, per l’appunto. La realtà delle cose è ben diversa. Non per questo il 21enne fasanese intende accettarla. L’universitario fasanese chiede “solo” di poter usufruire «di un bus, provvisto di idonea pedana per i diversamente abili, che preveda sul suo percorso anche la fermata a Fasano» e che gli consenta di raggiungere l’università.

La sua “denuncia” non è contro l’Università che frequenta, che la sua parte per offrire a lui e a tutti gli studenti che hanno una mobilità ridotta la possibilità di raggiungere l’ateneo l’ha fatta, ma contro chi non si mette in regola con le norme di legge.

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