Sabato 13 Agosto 2022 | 23:49

In Puglia e Basilicata

Economia

Export brindisino in calo dopo 2 anni di crescita

industria mozzarelle

Nel primo semestre 2018 è al -5,5%

14 Ottobre 2018

Pierluigi Potì

Passo indietro, nel primo semestre 2018, per l’export brindisino.
Dopo la crescita riscontrata nell’ultimo biennio (lo scorso dicembre, le vendite di prodotti locali al di fuori dei confini nazionali fecero registrare quasi il 20% di fatturato in più rispetto alla fine del 2015), al giro di boa dell’anno in corso si è verificata, invece, una flessione abbastanza significativa: -5,5% con una perdita netta di quasi 28 milioni di euro (da 499.306.809 euro del giugno 2017 a 471.653.261 euro di dodici mesi dopo). Tutto ciò ha portato anche ad un saldo negativo - in tema di interscambio commerciale - ancora più largo rispetto all’import (il cui fatturato è stato pari a poco più di 572 milioni di euro), oltrepassando nuovamente i cento milioni di differenza.
Per avere un’idea del passo indietro compiuto, basti pensare che in Puglia il saldo in negativo è stato più contenuto (-3,8%), ma soprattutto che in Italia la differenza è stata addirittura in positivo (+3,7%).
In ambito regionale, sotto la voce esportazioni, a fare peggio di noi ci hanno pensato Taranto con un -16,2% (da 673 a 565 milioni di euro) e Bari con il -6,2% (da 2 miliardi a un miliardo e 880 milioni di euro). In positivo, invece, la provincia di Bat (+4,7%: da 272 a 285 milioni), Foggia (+8,6%: da 373 a 405 milioni di euro) e Lecce (+25,2%: da 243 a 304 milioni di euro).
Scendendo nel dettaglio, le maggiori entrate in tema di vendite all’estero si registrano grazie all’esportazione di sostanze e prodotti chimici (che, nel primo semestre 2018, hanno fruttato oltre 190 milioni di euro), seguiti dagli articoli in gomma e materie plastiche (77 milioni), dai mezzi di trasporto (67 milioni), dai prodotti alimentari, bevande e tabacco (45 milioni), da macchinari e apparecchi (36 milioni), dai prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (17 milioni) e da metalli di base e prodotti in metallo (8,9 milioni). Quest’ultimo settore è anche quello che ha fatto registrare la migliore performance (+21,9%), seguito da prodotti delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (+15,2%), da articoli in gomma e materie plastiche (+8,3%) e da sostanze e prodotti chimici (+2,5%). Ad essi, si va ad aggiungere l’unico altro settore che ha fatto dei passi avanti, ovvero, “merci dichiarate come provviste di bordo”, dove la crescita è stata... smisurata (+1.606,4%), passando dai 247mila euro come fatturato dei primi sei mesi del 2017 ai 4.215.689 euro dello stesso periodo del corrente anno.
Più penalizzati, invece, i settori dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-97,7%), dei prodotti dell’editoria e audiovisivi (-47,3%), degli apparecchi elettrici (-32,5%) e di macchinari e apparecchi (-32,4%).

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