Venerdì 18 Gennaio 2019 | 16:30

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Il caso

Brindisi, sul Centro per l’impiego ancora nessuna soluzione

I sindacati incontrano il prefetto (assente l’assessore regionale). La risposta:«Attendiamo i soldi dal Governo, non possiamo fare nulla»

Centri per l'impiego, una riforma senza i disabili?

BRINDISI - Centro per l’impiego all’anno zero e senza speranze di rimediare, al momento né ai disagi per l’utenza, né a quelli dei dipendenti. È quanto emerge dall’incontro svoltosi ieri in prefettura, dove, accanto all’Autorità di governo c’erano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e basta. L’assessore al Lavoro regionale Sebastiano Leo, «special guest», della giornata era assente. Non solo, da quanto riferiscono i sindacati per averlo appreso direttamente dal Prefetto, la risposta proveniente da Bari circa i drammi che si consumano ai vari livelli nel Centro per l’impiego del capoluogo sarebbe la seguente: «Attendiamo i soldi dal governo ma al momento non c’è alcuna soluzione». Una risposta che ha gelato le aspettative dei segretari generali Antonio Macchia (Cgil), Antonio Castellucci (Cisl) e Antonio Licchello (Uil) i quali, dopo aver manifestato con i lavoratori in Piazza Santa Teresa sono saliti a colloquio dal prefetto Valerio Valenti nella speranza di poter avere anche un minimo di interlocuzione con la Regione. All’Autorità di governo hanno ribadito le difficoltà dell’utenza - gente che fa la fila di notte per ritirare lo scontrino con cui fare la fila al mattino, donne incinte costrette a estenuanti trafile, persone in cerca di un posto di lavoro costrette a ritornare per più giorni per spuntare un colloquio - e del personale risicato costretto ad uno stress da lavoro incredibile. Numeri peraltro sperequati al ribasso rispetto ad altri centri pugliesi con ugual numero di abitanti. Ma siccome, come recita l’antica massima, «al peggio non c’è limite», nel corso del tavolo è emerso un altro fatto giudicato gravissimo dai sindacati: «Ci sono dei lavoratori dipendenti dagli Enti di formazione (in carico alla Regione quindi) i quali collaborano con il Centro per l’impiego in virtù di una convenzione, che la Regione non paga da tre mesi. Oltre al danno la beffa - dice Antonio Macchia - anche perchè avevamo chiesto di impiegare quei lavoratori della Santa Teresa che per anni hanno collaborato col centro per l’impiego. Non è possibile, ci è stato risposto, perchè sarebbe illegittimo. L’assessore dovrà spiegarci perchè, se fino a qualche anno questa gente ha lavorato li regolarmente». Sindacati contrariati dall’ennesima assenza ad un tavolo importante e delicato: «Assessore se ci sei batti un colpo - conclude Macchia -, non è possibile che ogni vertenza finisca al tavolo della Task force e che l’assessorato non sappia mai indicare una soluzione». 

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