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a canosa

«Lotta alla discarica
non ci fermiamo»

Il sindaco Morra prosegue con le azioni a contrasto dell'allargamento del sito della Bleu

«Lotta alla discaricanon ci fermiamo»

di ANTONIO BUFANO

CANOSA - È rimasta con un pugno di mosche in mano la comunità canosina, che sperava di bloccare la costruzione del mega impianto di smaltimento, autorizzato dalla Provincia Bat nella martoriata contrada “Tufarelle”, attraverso il ricorso presentato dal Comune alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Che non è entrata, come abbiamo già riferito, neppure nel merito perché lo ha ritenuto “inammissibile”. Nel dispositivo del provvedimento si legge, infatti, che il ricorso presentato dal sindaco Roberto Morra “non può essere ammesso” poiché, stando alla legge vigente che disciplina tale tipo di ricorso, lo stesso “può essere proposto da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico/territoriale, dei beni culturali o alla salvaguardia della salute e della pubblica incolumità dei cittadini”.

E siccome tale requisito, che è essenziale, non appartiene al Comune, ma all’Arpa, all’Asl e all’’ufficio tecnico della Provincia, il primo cittadino di Canosa non poteva presentare il ricorso. La reazione del sindaco Morra, anche se arrivata dopo un giorno di voluto silenzio e di incomprensibili riflessioni, esprime l’amarezza per un pronunciamento che, di certo, “non lo soddisfa”. “Il ricorso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato avviato –ha spiegato il sindaco Morra- da questa Amministrazione ai sensi della nuova riforma Madia sui procedimenti della pubblica amministrazione, così come previsto, tra l’altro, dalla stessa determina dirigenziale della provincia Bat, che autorizza, con prescrizioni, l’ampliamento della discarica Bleu. La Presidenza del Consiglio ha preso in esame il ricorso convocando due riunioni a Roma, presso i suoi uffici, per esperire una mediazione tra le varie posizioni in campo”.

Ha aggiunto: “Nelle due riunioni ho confermato il dissenso all’ampliamento della discarica Bleu chiarendone le motivazioni. Di contro la Provincia di Bat, l’Asl Bat e l’Arpa confermavano i loro pareri favorevoli, con prescrizioni, che autorizzavano l’ampliamento. Inoltre nel corso della seconda riunione l’Arpa ha dichiarato che dagli ultimi campionamenti effettuati si evince che nell’area interessata dall’ampliamento della discarica la falda sarebbe indenne da contaminazioni ad eccezione di un superamento del valore del ferro. Ora, all’esito di queste due riunioni, gli uffici della Presidenza del Consiglio stabiliscono che il ricorso è inammissibile in quanto al Comune di Canosa non fanno capo le funzioni attinenti la tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o la tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini. A questo punto mi chiedo: se il ricorso è inammissibile perché convocare due riunioni per discuterlo? Appare ovvio che tali motivazioni non ci soddisfano, ci sembra piuttosto un non decidere per rimandare la questione alla giustizia amministrativa”.

Il sindaco Morra ha puntualizzato: “Voglio ricordare a chi parla di strategia sbagliata che il nostro ufficio tecnico a più riprese ha avuto incontri con i colleghi tecnici di Minervino al fine di mettere in condizioni quell’amministrazione di porre in essere una difesa adeguata alla questione. Inoltre, è solo grazie a questo ricorso che per quattro mesi in contrada Tufarelle non è stato possibile iniziare alcun lavoro e comunque, questa amministrazione ha preso in considerazione tutte le opzioni possibili per contrastare l’autorizzazione all’ampliamento compreso il ricorso al Tar presentato nei mesi scorsi, prima di quello di Minervino”.

Conclusione: “Infine la mancanza di strumenti urbanistici nel territorio di Minervino ci pone nella condizione di dover esperire tutte le vie possibili per poter tutelare la salute dei nostri concittadini vista la vicinanza dell’area al nostro abitato. Quello che non si comprende è la preoccupazione di alcuni esponenti politici locali a voler strumentalizzare la questione. Di fatto, a parte qualche dichiarazione di facciata sulla contrarietà all’impianto, nelle sedi istituzionali sia la regione Puglia che la provincia Bat hanno tenacemente difeso il provvedimento che autorizza l’ampliamento della discarica”.

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