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Riunioni «fantasma» sei a rischio di giudizio

Il pubblico ministero ha contestato il falso ideologico e la truffa

procura trani

ANTONELLO NORSCIA

TRANI Si discuteranno il 21 giugno davanti al gup Angela Schiralli le sei richieste di rinvio a giudizio per le cosiddette riunioni fantasma della quinta commissione consiliare dell’ultima consigliatura comunale tranese. Fissata, dunque, l’udienza preliminare a seguito delle richieste di processo formulate dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Silvia Curione a carico di Francesco De Noia, Nico Damascelli, Mimmo Cognetti, Bartolo Maiullari ed Andrea Ferri, nonchè per il medico Giuseppe Peluso. A conclusione delle indagini il pm contestò ai cinque consiglieri le ipotesi di falso ideologico pluriaggravato e continuato e truffa aggravata. Per l’accusa, diverse riunioni della quinta commissione consiliare a seconda di casi non si sarebbero affatto tenute oppure non si sarebbero svolte secondo gli interi orari indicati nei relativi verbali. Nell’ambito dell’udienza preliminare gli imputati potranno optare per il rito abbreviato. Di fatto esclusa l’ipotesi del rito alternativo del patteggiamento, considerato che tutti negano fermamente gli addebiti contestati. In previsione dell’udienza del 21 giugno il Comune di Trani potrà costituirsi parte civile.

L’inchiesta nacque due anni fa dalla pregressa indagine della Procura presso il Tribunale Militare di Napoli che accusò De Noia, in organico alla Capitaneria di Porto di Bari e dunque alla Marina Militare, d’essersi assentato ingiustificatamente dal posto di lavoro. Assenze formalmente legate all’attività politico-amministrativa e ad altre giustificazioni sulla carta plausibili, che però nei fatti sarebbero state tradite dalla presenza di De Noia in tutt’altro contesto: soprattutto a sbrigare faccende per l’amministrazione della sede tranese dell’Università telematica «Pegaso».

La procura militare non aveva, ovviamente, giurisdizione per la posizione degli altri quattro consiglieri comunali componenti la quinta sottocommissione consiliare tranese con competenza in ambito di pubblica istruzione, turismo, marketing territoriale, politiche giovani, terzo settore, sport. Per ragioni procedurali l’ufficio inquirente tranese assorbì la competenza su De Noia anche per le ipotesi inizialmente contestate dalla Procura militare. Numerose le sedute fantasma contestate. Per le casse comunali ci sarebbe stato un danno di circa 33mila euro, che, per l’accusa, non si sarebbero dovuti sborsare a titolo di «gettoni di presenza» in favore dei consiglieri.

Le presunte magagne avrebbero indotto in errore l’ufficio comunale deputato a liquidare le somme. I fatti contestati vanno da novembre 2012 alla prima metà del 2014. Le indagini contemplarono anche l’accusa di falso ideologico per induzione: il Comune aveva il compito di segnalare alla Capitaneria di Porto gli impegni giustificativi che esoneravano De Noia dal recarsi a lavoro. L’ex consigliere, eletto nelle liste di Forza Italia da cui poi si è allontanato, è accusato anche dei reati, contemplati dal codice penale militare, di disobbedienza aggravata, omessa presentazione in servizio aggravata dal ruolo, simulazione di infermità continuata ed aggravata, ricettazione di falso certificato medico. Per quest’ultimo profilo è accusato di falso ideologico il medico tranese Giuseppe Peluso: avrebbe redatto un certificato attestante, falsamente, un malessere per cui De Noia non si presentò al lavoro.

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