Lunedì 09 Febbraio 2026 | 20:26

La pietra si fa luce: restaurata e illuminata la facciata di Palazzo Lodispoto a Trani

La pietra si fa luce: restaurata e illuminata la facciata di Palazzo Lodispoto a Trani

 
Redazione online

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Inaugurata la nuova illuminazione artistica donata dalla Fondazione S.E.C.A.: il palazzo torna “faro culturale” affacciato su Piazza Duomo

Lunedì 09 Febbraio 2026, 18:24

Al crepuscolo di Piazza Duomo, la storia ha ritrovato la sua luce. È stata inaugurata ieri sera la facciata restaurata di Palazzo Lodispoto, restituita alla città in una veste rinnovata che ne esalta il valore architettonico e simbolico. Non più solo presenza discreta nel tessuto urbano, ma vero e proprio “faro culturale” proteso verso l’Adriatico.

L’intervento, promosso dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie attraverso l’Ente Chiesa Cattedrale, è stato realizzato grazie a un bando regionale e al cofinanziamento dell’Arcidiocesi. Il restauro ha evitato soluzioni invasive, privilegiando il rispetto della materia originaria e mantenendo leggibili le stratificazioni storiche dell’edificio: dalle arcate settecentesche documentate dall’abate Saint-Non, poi murate, fino alle trasformazioni più recenti, testimonianza di un dialogo continuo con il tempo.

Momento centrale della serata è stata l’accensione della nuova illuminazione artistica, donata alla città dalla Fondazione S.E.C.A. Il progetto luminoso è stato concepito per armonizzarsi con il bianco solenne della Cattedrale romanica, esaltare le volumetrie e la grana del tufo locale senza alterarne le ombre, e trasformare il palazzo da custode statico della memoria a spazio dinamico e vitale.

Prima dell’accensione, numerosi visitatori hanno partecipato alle visite guidate nel Museo Diocesano e nel Museo della Macchina per Scrivere, riscoprendo il cuore culturale dell’edificio. La serata si è conclusa con la proiezione del film Il sogno di Francesco con Elio Germano, primo appuntamento del ciclo dedicato all’VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, suggellando il connubio tra fede e arte che caratterizza la vita del palazzo.

Con questo intervento, l’Arcidiocesi e la Fondazione S.E.C.A. riaffermano il proprio ruolo di custodi di un patrimonio vivo, restituendo a Trani uno spazio identitario capace di coniugare memoria, presente e futuro.

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