Lunedì 09 Febbraio 2026 | 13:18

Bari, via ai doppi turni al Giulio Cesare-Romanazzi. I genitori degli alunni disabili: «Un danno per i nostri figli» VIDEO

Bari, via ai doppi turni al Giulio Cesare-Romanazzi. I genitori degli alunni disabili: «Un danno per i nostri figli» VIDEO

 
carmen palma (video palma/lopez)

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carmen palma (video palma/lopez)

Oggi inizia lo sciopero ad oltranza della comunità scolastica, che trova l'appoggio di genitori e insegnanti

Lunedì 09 Febbraio 2026, 11:10

12:37

Genitori, alunni, insegnanti. Tutti in sciopero contro un'unica decisione. Quella dei doppi turni all'istituto Giulio Cesare-Romanazzi, una misura temporanea che si è resa necessaria per il sovraffollamento di aule e l'inizio di alcuni lavori edili. E che unisce tutta la comunità studentesca contro la dirigente. 

Ad essere particolarmente colpiti sono i genitori di alunni disabili: «Per loro frequentare il pomeriggio non è possibile. C'è il problema del servizio trasporto della Città metropolitana, attivo solo al mattino, e poi tutta una serie di ritmi che con i doppi turni vengono stravolti. Fisioterapie, corsi...Questa misura va a ledere il diritto allo studio e all'inclusività».

«È una situazione gravosa, non è possibile arrivare al secondo quadrimestre e capire soltanto ora che la sicurezza qui non esiste - lamenta invece una docente -. È mancato il dialogo con la preside». E infatti un'ispezione dello Spesal ha evidenziato "l’inadeguatezza degli interventi manutentivi" e "la parziale incompletezza e inefficacia delle opere". «Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

«La scuola in generale come istituzione è abbandonata, il problema è ministeriale - dichiara la professoressa Angela Cipriani, che all'Istituto segue in particolare i ragazzi stranieri -. Questo governo non ci tutela, sembra che l'unica cosa importante ormai sia che i ragazzi non debbano usare il telefonino. Tutto è visto in negativo. Anche se si riuniscono, bisogna chiamare la Digos...» (che, infatti, era presente sul luogo della protesta).

E così stamattina, 9 febbraio, è iniziato lo sciopero ad oltranza in viale Luigi Einaudi, e non sono mancati cori e striscioni. Resta sul tavolo l'ipotesi dei locali della Asl di Enziteto messi a disposizione dalla Città metropolitana, a cui la dirigente Rosangela Colucci aveva in precedenza detto no. 

Sono state predisposte tre settimane di alternanza per il liceo linguistico e tre settimane per l’indirizzo tecnico relativamente alle classi presenti in Viale Einaudi, per un totale di 40 giorni (festivi inclusi): l’orario diurno manterrà la scansione dei 55 minuti, a differenza dell’orario pomeridiano che seguirà i 50 minuti.

«Il temporaneo accorpamento tra Giulio Cesare e Romanazzi ha generato una situazione insostenibile. Le aule e i servizi igienici sono insufficienti ad accogliere la mole di studenti iscritti» denunciano gli studenti dei due istituti baresi riuniti nella sigla Udsb. 

«È inaccettabile che gli studenti baresi non abbiano strutture adeguate per vedersi garantito il diritto allo studio - proseguono -. Non è accettabile che i tagli del governo nazionale obblighino gli studenti a frequentare le scuole nel pomeriggio, non considerando minimamente le difficoltà che esistono per migliaia di pendolari iscritti. Inoltre, la soluzione dei doppi turni rende impossibile per tutti gli studenti lo svolgimento di attività extrascolastiche». Per gli studenti «l'edilizia delle scuole nella nostra città è un problema grave».

La protesta continuerà, quindi, oggi pomeriggio davanti alla sede del Comune «per chiedere interventi immediati anche per il De Nittis. Esiste uno statuto dei diritti degli studenti che viene costantemente calpestato, non possiamo più accettarlo. Chiediamo che l’amministrazione cittadina e metropolitana intervenga per trovare soluzioni che garantiscano il diritto allo studio». Sabrina Fanelli, coordinatrice dell’Unione degli studenti di Bari, parla di «situazione di sovraffollamento della struttura» e di «assenza di servizi igienico-sanitari. Le aule sono ricavate da stanze inadatte, spesso senza finestre. Una situazione del genere risulta pericolosa»

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