Lunedì 09 Febbraio 2026 | 16:01

La denuncia: «Io, vittima di insulti sessisti nell’aula consiliare di Barletta»

La denuncia: «Io, vittima di insulti sessisti nell’aula consiliare di Barletta»

 
adriano antonucci

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adriano antonucci

La denuncia: «Io, vittima di insulti sessisti nell’aula consiliare di Barletta»

Lo sfogo social della capogruppo consiliare Pd Rosa Cascella contro un commento di Luigi Antonucci (FdI) durante una seduta del Consiglio particolarmente animata

Lunedì 09 Febbraio 2026, 12:28

15:56

«Ho avuto voglia di mollare tutto. Dopo il consiglio comunale avevo gli occhi lucidi e una stanchezza che non era fisica, nonostante le otto ore di seduta. Era una stanchezza morale, umana. Una rabbia silenziosa per questo modo vergognoso di gestire il potere». Lo sfogo social della capogruppo consiliare Pd Rosa Cascella, riaccende il clima politico a pochi giorni dalla seduta della massima assise cittadina che ha portato all’approvazione della delibera sul Piano Casa.

Il dibattito sul punto, durato quasi sei ore, ha avuto toni anche molto aspri, con scambi di battute trasversali tra maggioranza ed opposizione su un tema che ha animato il dibattito in città nell’ultimo mese e mezzo. A provocare la reazione della dem è stato, però, un episodio in particolare che lei stessa ha voluto descrivere e denunciare sui propri canali social. «Reit mbecc’ a stu c… mi ha detto un consigliere di maggioranza (Luigi Antonucci, Fratelli d'Italia ndr), per un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in aula. E allora mi chiedo: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? A che serve parlare di rispetto delle donne se poi, nei luoghi della democrazia, si tollerano comportamenti che lo negano ogni giorno? A cosa serve indignarsi per i commenti sessisti sui social se quegli stessi atteggiamenti trovano legittimazione dentro le istituzioni?».

Con questi interrogativi, la capogruppo dem ha voluto aprire una riflessione su quello che, a suo modo di vedere, è il clima che si respira in aula. «Il Partito Democratico - ha sottolineato Cascella - ha amministrato per molti anni, trasformando questa città. Ha fatto anche errori, alcuni pesanti. Ma ha sicuramente rispettato la politica, i luoghi sacri del dibattito e le donne. Mai prima d’ora si era assistito a una gestione del dibattito pubblico come quella attuale. Bullismo politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Gestacci fatti di nascosto, provocazioni, risatine, microfoni che “improvvisamente” smettono di funzionare mentre si parla. Emendamenti ignorati, risposte sgarbate. Questa non è buona politica». Davanti a questa situazione, Cascella non ha nascosto il suo scoramento. Secondo la capogruppo dem «chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano». Proprio nei figli, però, Cascella ha trovato la motivazione che la spinge ad andare avanti. «E sì - ha evidenziato la dem - la stanchezza è tanta ma proprio per quei figli è forse il caso di smascherare l’ipocrisia di un dibattito politico che mostra una faccia pubblica fatta di proclami e una privata segnata da un machismo nostalgico e pericoloso».

Nella vicenda si alza la voce anche di Michela Divaccaro, già consigliera comunale a Barletta e candidata alle ultime regionali nella lista Decaro Presidente: «Credo che finché sentirò uomini al comando usare- nelle sedi vocate a essere esemplari più di altre- espressioni "reid 'mbecc au kezz!"- "imenoplastica cementizia" - "stupro edilizio" come se fosse roba da macello o sulle quali, addirittura, fare ironia siamo e resteremo distanti anni luce da ogni conquista di genere».

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