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A Barletta

Natale col Covid, Boccia: «Con 700 morti al giorno fuori luogo parlare di cenoni. Aree provinciali? Non cambia»

In occasione del sopralluogo all’ospedale da campo allestito dalla Marina militare

Natale al tempo del Covid 19, Boccia: «Con 700 morti al giorno è fuori luogo parlare di cenoni»

BARLETTA - «Con 600-700 morti al giorno parlare di cenone è fuori luogo, lo dico con grande chiarezza». Lo ha detto a Barletta, in occasione del sopralluogo all’ospedale da campo allestito dalla Marina militare, il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa accadrà dopo il 3 dicembre viste le pressioni sul governo su piste da sci, feste, ristoranti e altre attività. «Natale e Capodanno è ancora più fuori luogo», ha aggiunto Boccia.

«Siamo qui intanto per ringraziare gli uomini e le donne delle forze armate che ci hanno aiutato tanto in questi mesi, e continuano a farlo senza sosta, e tutti gli operatori sanitari». Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia il quale, di ritorno dalle zone alluvionate della Calabria, con il capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli, è arrivato a Barletta in elicottero, atterrando sull'elipista adiacente all’ospedale da campo allestito dalla Marina militare fuori all’esterno dell’ospedale «Dimiccoli». «La scelta di Barletta - ha spiegato Boccia - è stata fatta in accordo con la Regione Puglia, sono 14 le regioni che hanno ospedali militari da campo». «Questi ospedali - ha aggiunto il ministro - non sono la soluzione né per il futuro della sanità, né per uscire dall’emergenza ma sono la soluzione formidabile in casi di emergenza acuta, come quella che viviamo qui a Barletta che ovviamente non riguarda solo Barletta, il sindaco lo sa e lo ringrazio per il lavoro difficilissimo che sta facendo, ma riguarda tutta la regione Puglia in particolar modo la parte nord della regione, che è molto sofferente». "Per questa ragione, molto opportunamente, con la Regione si è deciso di collocarlo qui - ha concluso Boccia - per fare respirare gli operatori sanitari che sono sotto pressione e in queste settimane, ovviamente, impegno nostro deve essere quello di tenere sotto controllo i dati, aiutare gli operatori sanitari per consentire loro di respirare, perchè stanno facendo un lavoro unico e incredibile e ora lo faranno con il sostegno delle Forze Armate». Subito dopo Boccia e Borrelli hanno visitato l’ospedale da campo, il cui allestimento è quasi completo e che nei prossimi giorni entrerà in funzione e il ministro ha salutato alcuni operatori sanitari ringraziandoli per il lavoro che stanno facendo.

«Di economia parliamo ma dopo aver protetto salute e vita - ha aggiunto il ministro - Il terzo trimestre dell’anno - ha spiegato Boccia - ha fatto toccare dei record che sono ormai scolpiti nei libri di storia, perché 16.1 di aumento del PIL bisogna andare indietro di lustri, lustri e lustri per trovare numeri che sia avvicinino, ma non può essere quello l’obiettivo, il PIL non è l’obiettivo, l'obiettivo è la salute, poi ci sarà anche il PIL, se c'è la salute ci sarà anche il PIL».

«Non perdiamo il senso di comunità, molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale, ma non dobbiamo perdere il senso di comunità, quello che è venuto fuori nella prima ondata e che ci ha consentito anche di dimostrare che il Paese ha una capacità di reazione molto forte», ha poi dichiarato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, alla Vita in Diretta. «So che è dura, per le famiglie, per i ragazzi che vanno a scuola, per i lavoratori sanitari, e per tutti quanti noi però dobbiamo reggere ancora questo mese, dobbiamo tenerci per mano e sono sicuro che vinceremo e ne usciremo più forti di prima. Ma - ha concluso - non dobbiamo farci abbattere e perdere il senso di comunità che fa dell’Italia il Paese eccezionale che è». «Le Regioni oggi hanno consegnato delle linee guida sulle quali ci confronteremo quando ci saranno le condizioni per riaprire, oggi non ci sono. Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci saranno le condizioni e per fare cosa": lo ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a La Vita in diretta su RaiUno, rispondendo alla domanda se potranno riaprire gli impianti sciistici.

CONTAGIO DIFFUSO: BISOGNA RISPETTARE LE REGOLE - «Siamo ora di fatto in una sorta di seconda fase della seconda ondata e il sistema delle zonizzazioni territoriali ci ha consentito di mettere in sicurezza le reti, ma il contagio è diffuso, è un contagio diverso e c'è una pressione molto alta sui pronti soccorso». Lo ha detto oggi pomeriggio a Barletta il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia rispondendo ai giornalisti. "Nella prima ondata il 45% dei contagiati si curava in ospedale ora solo il 5% ma il numero dei positivi è dieci volte superiore, facevamo 25 - 30.000 tamponi al giorno oggi ne facciamo 250.000, nella prima ondata il 13 - 14% finiva in terapia intensiva, ora siamo sotto l’1%, ma i numeri sono diversi e i medici hanno preso le misure anche in questa seconda ondata, ma noi abbiamo bisogno di aiutarli». "In questo momento - conclude Boccia - non basta più tenere sotto controllo l’Rt - cosa che siamo riusciti a fare in maniera eccezionale in questi 15-20 giorni - ma bisogna tenere sotto controllo i posti di area medica, non devono aumentare le richieste, quindi bisogna continuare a rispettare le regole».

«Questo Dpcm non cambia e le aree restano queste fino al 3 dicembre poi siccome l’obiettivo non può essere solo l’RT ma tenere sotto controllo le reti sanitarie, se con le Regioni e con l’istituto superiore di sanità decideremo che l’intervento su scala provinciale è quello più corretto, il contributo del presidente Emiliano sarà stato in linea, ma è una cosa che vedremo col prossimo dpcm». Lo ha detto a Barletta il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se vi sia dialogo con la regione Puglia e il presidente Michele Emiliano che aveva chiesto la zona rossa per le province di Foggia e Bat. «Il confronto con la Regione va bene, nel senso che avviene in ambito istituzionale. Ci sono state più richieste da più regioni - ha aggiunto - e sono richieste che potranno essere utili per il prossimo Dpcm».

BOCCIA: «GRATI DEL NOSTRO SISTEMA SANITARIO» - «Nei nostri ospedali non è entrerà mai nessuno con una carta di credito entreranno tutti e saranno tutti curati e dobbiamo essere grati ai nostri nonni per questo sistema, ora dobbiamo difenderlo perché gli operatori sanitari non sono invincibili, i medici, gli infermieri, gli assistenti sanitari hanno bisogno del nostro aiuto soprattutto del nostro rispetto delle regole». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che oggi a Barletta ha visitato con il capo della protezione civile Borrelli l’ospedale da Campo della Marina militare in fase di ultimazione. «Questi 40 posti letto - ha detto riferendosi alla struttura - sono un contributo importante, il problema non sono i posti letto, il problema è rendere sicure le aree, consentire tamponi in tempo reale, aiutare chi è in difficoltà nell’andare in terapia subintensiva, un ospedale militare fa tanto altro, non solo sono 40 posti letto che sono comunque importanti».
«Di fronte alla più grande emergenza della storia moderna, ogni Paese sta reagendo con gli strumenti che ha e l’Italia - ha concluso - sta facendo un lavoro difficile, duro ma eccezionale e tutti i Paesi sono in condizioni diverse, in funzione delle caratteristiche delle reti sanitarie». 

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