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QUI ANDRIA - Potrebbe essere la settimana decisiva questa per conoscere le decisioni di partiti e schieramenti sulle prossime amministrative che coinvolgeranno la città, che sarà chiamata ad eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Il prossimo 13 febbraio, infatti, è stata convocata la conferenza stampa (presso la Safety Corporation, in via Barletta, alle 18.30) dei Sindaci di Italia in Comune, esponenti del movimento civico che esprime molti sindaci in Puglia e in Italia, per presentare alla stampa il progetto di rete civica per la rinascita di Andria e le proposte di governo per la città. Saranno presenti il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, sindaci di Puglia, il vice presidente della Regione Puglia Antonio Nunziante e per la rete di Andria Vincenzo Caldarone che così commenta: «Consapevoli che il tempo per costruire una risposta civica e di salvezza per Andria sia ormai poco, Italia in Comune intende presentare idee e disponibilità per il rilancio di una comunità popolosa e importante per tutto il territorio e la Regione».
Andria Bene Comune e il suo referente Vincenzo Caldarone, che ha proposta Futura – rete civica popolare, secondo indiscrezioni, dovrebbe appoggiare il candidato del centrosinistra, in via di definizione, presentando però una propria lista e rinunciando ad un proprio candidato sindaco. E infatti, nella serata del 13 febbraio (alle 20.15) il presidente del circolo cittadino del PD Domenico Salvemini ha convocato la segreteria per discutere: delle linee politiche e programmatiche per le elezioni amministrative 2020 e dei criteri per la scelta del candidato sindaco.
«La segreteria cittadina è sempre più convinta – commenta Giovanni Vurchio, segretario PD - che è necessario avviare un percorso comune con tutti i soggetti della nostra città: anziani, giovani, operatori culturali, fasce deboli, artigiani, commercianti e imprese in genere. Significa avviare la stagione del dialogo e di una diversa condivisione dello sviluppo della città, di mettere sul tappeto i problemi di oggi e su questi elaborare nuove strategie, di affidare ai cittadini un ruolo di cui gli stessi devono sapersi appropriare con la responsabilità e la coscienza di essere parte di un tessuto sociale che deve saper coniugare ed integrare le esigenze di tutti. Il futuro è in questa nuova sfida di pensare allo sviluppo ragionato e condiviso».
Non è tutto. Si è costituito il comitato di Italia Viva, coordinato da Angela Lasorsa che dichiara: «La sua costituzione nasce dall’idea di fornire, anche sul territorio andriese, un punto di riferimento per tutti coloro che intendono aderire ed essere sempre informati sulle novità del progetto progressista e riformista, proposto da Italia Viva». E veniamo al centrodestra: mancherebbe poco alla ufficializzazione di Nino Marmo quale candidato sindaco. A sostenerlo insieme a Forza Italia ci sarebbero Andria Nuova e liste civiche, mentre Fratelli d’Italia ha al suo interno qualche resistenza. Le riunioni interlocutorie sono in corso anche con la Lega che ha mostrato inizialmente chiusura: il partito di Salvini ha ritenuto Marmo e Forza Italia responsabili della fine anticipata della consigliatura. Per Marmo, invece, con la Lega non c’è alcun attrito: «Alla fine del mandato l’ex sindaco era ancora in Forza Italia». 

QUI TRANI - È di 3 candidati sindaco e 18 liste il conto ufficiale parziale in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Amedeo Bottaro, con 12 soggetti politici a sostegno, Tommaso Laurora, che ne ha 5, e Attilio Carbonara, con uno, sono già formalmente in corsa. Mancano all’appello il candidato sindaco del centrodestra, pronto a presentare cinque liste, e quello della probabile minicoalizione formata da Movimento 5 stelle e Trani a capo, che nel 2015 si erano presentati con rispettivi candidati sindaco.

Allo stato, dunque, è il sindaco in carica a vantare il maggior numero di liste a sostegno: per il momento ne ha annunciate ufficialmente 12 - Partito democratico, Verdi, Sinistra italiana, Emiliano sindaco di Puglia, Sud al centro, Prima di tutto Trani, Realtà Italia, Più Trani, Puglia popolare Trani, Con, Solo con Trani futura, Trani sociale -, ma altre potrebbero ancora aggiungersi. Tutti si riconoscono nel centrosinistra, ma in alcuni casi vantano specifici precedenti e percorsi anche nel centrodestra.

Lo stesso dicasi per Tommaso Laurora, candidato sindaco dichiaratamente trasversale che, una volta rotto con l’amministrazione Bottaro, di cui è stato anche assessore, ha formato una sua coalizione composta di 5 liste: Italia In comune; Trani decide; Effetto Trani; Buongoverno; La Trani che vogliamo.
Attilio Carbonara è, allo stato, il candidato sindaco di una sola lista, Prospettiva Trani, ma confida nella possibilità di annettere anche altri soggetti politici, passando così da lista a coalizione di liste.
Da chiarire il percorso che intenderanno svolgere Movimento 5 stelle e Trani a capo: scongiurata l’ipotesi di una proposta giallorossa a livello locale, i grillini hanno avviato un percorso comune con il movimento che aveva avuto come candidato sindaco, nel 2015, Antonio Procacci: quest’ultimo, oltre modo assorbito da impegni lavorativi, potrebbe cedere il passo alla sempre più battagliera Maria Grazia Cinquepalmi.

Ancora nulla di fatto sul fronte del centrodestra: il recinto dello schieramento, ribattezzo «coalizione dei tranesi» - Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Cambiamo, Trani Libera -, è pronto da lo scorso 22 novembre, ma ancora oggi il candidato sindaco non c’è, e questo rende tuttora favoritp il pluri consigliere comunale ed ex presidente facente funzioni della Provincia, Pasquale De Toma. Da notare che nessuno schieramento ha celebrato elezioni primarie quest’anno, mentre nel 2015 Bottaro era stato candidato a sindaco dopo avere vinto le «comunalie» contro Fabrizio Ferrante e Domenico Briguglio.
Il centrodestra, a sua volta, non ha più ripetuto la controversa esperienza del 2012, che portò alla candidatura di Luigi Riserbato anziché Giuseppe Di Marzio, ma originò una serie di insanabili fratture che condizionano non poco quel governo cittadino.

E, così, le elezioni amministrative della primavera del 2020 giungeranno senza particolari colpi di scena preliminari. Amedeo Bottaro terminerà regolarmente il mandato senza che, nel frattempo, ci siano state turbolente elezioni primarie o sindaci dimissionari o caduti per motivi di varia natura: una vigilia così serena non si registrava dalle consultazioni del 1999, che portarono all’elezione di Carlo Avantario.

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