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Bari, la rivincita di San Girolamo: amata dai forestieri, i residenti la criticano

Bari, la rivincita di San Girolamo: amata dai forestieri, i residenti la criticano

L’enigma della «piastra» La struttura dovrebbe ospitare locali, bar e ristoranti ma il primo bando di assegnazione è andato deserto. A breve il Comune ci riproverà

12 Maggio 2022

Flavio Campanella

Il sole del mattino sovrasta il lato oscuro della mala e sovverte l’immagine in bianco e nero dell’inverno. Camminando da nord verso sud, la visuale del mare (calmo), con sullo sfondo il faro di San Cataldo, rende giustizia al lungomare di San Girolamo e giustifica la scelta di chi ne ha fatto la propria casa. Marika Rubino, 52 anni, risiede in un appartamento con vista dal 2005. «In un certo senso - dice - sono dispiaciuta dei cambiamenti degli ultimi anni. L’acqua, ad esempio, ha cambiato colore. Prima era pulitissima. Adesso non è più la stessa, spesso è torbida. Preferivo la scogliera alla distesa di ciottoli. Però, rifarei tutto, non ho cambiato idea. Non potrei fare a meno delle prime ore della giornata passate qui. Alle 6 scendo e faccio una camminata».

Già all’alba i podisti corrono e i ciclisti pedalano. Poi man mano il contesto si anima: arrivano le mamme che passeggiano con piccoli nelle carrozzine, gli anziani che chiacchierano sulle panchine («sono scomode però per noi»), uomini che pescano seduti sulla roccia e anche alcuni bagnanti che si godono la primizia della temperatura estiva di un giorno di maggio. Sudano invece per il lavoro gli operatori dell’Amiu che, sotto lo sguardo del presidente Sabino Persichella, spazzano le strade e ripuliscono la spiaggia, proprio mentre sulla superficie sabbiosa c’è già chi prende il sole e si immerge. Giulia, 14 anni, e Alessia, 11, sono guardate a vista dai genitori dal balcone del palazzo di fronte. Valeria Maranghino, 38 anni, invece è sola, sdraiata e già con la pelle scurita dalla tintarella. Arriva da Loseto (addirittura) e quando non lavora (è estetista) raggiunge San Girolamo. «Per me - afferma - è la migliore spiaggia possibile: è un luogo comodo da raggiungere, al contrario di Pane e pomodoro, pulito e organizzato. C’è il bar, ci sono i bagni e le docce. Ci vengo almeno tre volte alla settimana, anche d’inverno per fare kitesurfing col mio gruppo Civicozero. Siamo una settantina di persone di varie zone della città. Ma faccio anche yoga e sup (una variante del surf: si sta in piedi su una tavola, utilizzando una pagaia apposita per remare - n.d.r.). Qui in spiaggia ho anche festeggiato i miei compleanni e quello di mio figlio 13enne».

Raffaella Stramaglia, 36 anni, e Giorgio Contaldo, 30, sono invece di Modugno. Anche a loro il lungomare IX maggio piace («qui vive sua madre - dice lei - ma è un pretesto. Portiamo spesso il nostro cane»). Nicola Fanelli, 41 anni, viene dal San Paolo: trascorre qualche ora di relax prima di prendere servizio nella zona industriale in un’azienda di logistica. Alla Johnny Stecchino ritiene siano il traffico e la penuria di parcheggi i problemi da risolvere («d’estate mancano le aree di sosta e ci sono discussioni con i residenti delle case popolari»), mentre sottotraccia sembra invece esserci l’ombra dei clan. Il sindaco Antonio Decaro ha lanciato l’allarme («sapete che quando dico qualcosa non lo faccio senza un motivo valido») sottolineando la stranezza di un bando andato deserto per l’assegnazione dei locali realizzati nella struttura sul mare che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dopo la riqualificazione conclusa tre anni fa. La presenza ingombrante e silenziosa della criminalità sembra però non preoccupare la gente del posto. «Se Decaro si espone - afferma un imprenditore - significa che qualcosa di vero c’è. Ma francamente non so se sia conveniente investire in una struttura con quelle caratteristiche considerando la tipologia della potenziale clientela. Diverso è mettere dei chioschi».

Il progressivo degrado di parte dell’immobile (la cosiddetta piastra) è sotto gli occhi di tutti, sebbene il Comune abbia assicurato alcuni interventi di risistemazione. Intanto, stanno per essere ultimati i lavori di allestimento dei prefabbricati, costruiti dalla Sites srl, che consentiranno a due esercenti di svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande, mentre sono già pronti all’uso quelli per i servizi (docce e bagni pubblici). Poi, quando gli uffici comunali completeranno la documentazione e l’Amministrazione pubblicherà il nuovo avviso («ho avuto contatti, sono fiducioso che si possa risolvere», ha affermato Decaro), sarà organizzato un evento aperto alla cittadinanza proprio per illustrare a chi avesse ancora dei dubbi le potenzialità del lungomare .

Per quanto le critiche arrivino quasi sempre da chi a San Girolamo ci vive («siamo abbandonati, d’inverno non si vede nessuno e la manutenzione è praticamente inesistente»), l’interesse per la zona è confermato dal mercato residenziale. Le agenzie immobiliari hanno rilevato un incremento delle richieste di appartamenti (anche usati, anche verso l’interno). Non si fermano infatti gli investimenti per la realizzazione di nuove costruzioni da parte delle aziende edilizie, con una speciale predilezione per i suoli sul lungomare: verso Fesca, il gruppo Simone, già artefice del complesso 7 Mari, realizzerà abitazioni subito dopo la tabaccheria. Vicino alla pescheria Lorusso, l’impresa Gaudino è in procinto di realizzare il Residence Tyrrena. Poi c’è Edes srl che ha appena finito di scavare per innalzare una palazzina composta di una quindicina di unità. «Per il nuovo - spiega uno degli addetti ai lavori - il prezzo al metro quadro è di 3mila euro. Stiamo infatti proponendo soluzioni da 80 metri quadri a 240mila euro». «Diciamo la verità - chiosa Marika Rubino, che ci ha accompagnato per parte della giornata - se la malavita è presente, e lo è ovunque, fa bene il sindaco a contrastarla. Ma secondo me è la cittadinanza in genere che deve cambiare mentalità e comportamenti, anche nelle piccole cose. Il quartiere va curato prima di tutto da chi vi risiede mantenendo decoro e pulizia. D’estate non si contano le tavolate e i rifiuti lasciati per strada».

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