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«Nuove strutture sanitarie. Qualcuno vuole prendersi meriti che non ha». Inizia così il comunicato diramato dalla commissione consiliare Sanità in aperta polemica con Domenico De Santis, candidato PD alle prossime elezioni regionali. «Che evidentemente si approccia solo oggi al tema dell’organizzazione del distretto socio sanitario unico di Bari», aggiungono i consiglieri, «eppure reclamizza sui social network, quasi fosse merito suo la prossima apertura alle attività sanitarie dei locali ubicati al piano terra del palazzo di via Federico Vecchio».

La nota - La mossa dell’esponente del centrosinistra non è proprio andata giù ai componenti della Commissione, di maggioranza e opposizione, Pino Neviera, Antonio Ciaula, Giuseppe Di Giorgio, Pasquale Di Rella, Filippo Melchiorre, Piero Albenzio, Nicola Amoruso e Livio Sisto, che da anni denunciano disservizi e criticità nel funzionamento dei distretti sociosanitari, tanto da chiedere ciclicamente interventi correttivi in favore dei cittadini costretti a fare i conti con scelte non proprio riuscite da parte della Asl cittadina.

Una storia che va indietro al 2017 con l’allora Commissione Sanità (composta dagli stessi consiglieri firmatari dell’attuale nota con cui ripercorrono la vicenda) ad interloquire coi vertici Asl ed il presidente del Municipio II nell’intento di rimettere in moto il distretto di via Vecchio dotandolo di spazi adeguati, grazie all’affitto dei locali ubicati al piano terra. Una esigenza nata sulla base delle proteste dei cittadini-pazienti, con la finalità di decongestionare i servizi sanitari offerti dal poliambulatorio di via Caduti in via Fani, in modo da evitare i notevoli disagi patiti specie dalla popolazione anziana residente a Picone, Poggiofranco e Carrassi Dan Pasquale «costretta ancora oggi a recarsi al centro della città per ottenere un qualsivoglia servizio di natura sanitaria».

I consiglieri riprendono le dichiarazioni dell’allora direttore generale della Asl cittadina «che si impegnò con la Commissione a sottoscrivere un contratto di locazione per il tempo necessario al reperimento di immobili pubblici» dando anche garanzie sulla struttura di via Crisanzio «che sarà riaperta tra un anno (nel 2018, ndr) e ospiterà 118, Guardia medica e progetto Csm».
Da un anno a questa parte poi si sono tenuti un’altra serie di incontri, sempre e solamente finalizzati ad ottenere gli impegni assunti dai vertici Asl, «e solo grazie alla caparbia e pressante azione della nostra Commissione - scrivono ancora i consiglieri - il Dg della Asl Antonio Sanguedolce ha raggiunto un’intesa con il sindaco Decaro che prevede l’apertura di un grande poliambulatorio nei locali della ex Centrale del Latte».

Disagi - Insomma, accordi e buoni propositi continuano ad esserci. «Tuttavia a tutt’oggi dobbiamo invece registrare che, nonostante l’impegno a riaprire la sede di via Crisanzio nel 2018, a distanza di due anni il Dg della Asl non l’abbia ancora riaperta, come a distanza di un anno dalla firma dell’intesa per l’utilizzo della ex Centrale del Latte, lo stesso pare non abbia ancora affidato l’incarico di progettazione», denunciano i consiglieri nella nota. «Come anche, nonostante un ritardo di circa tre anni, la riapertura dei locali del piano terra della sede di via Federico Vecchio (garantita finalmente anche grazie ad un energico intervento del sindaco nell’ultimo incontro con la Asl) ha determinato l’utilizzazione degli spazi nei quali dovranno essere allocati servizi come il centro prelievi, il frontoffice (Cup, ticket) - proseguono - mentre sembra non sia stata accolta la richiesta di garantire nei predetti locali anche alcune attività di specialistica ambulatoriale».

Conclusione quindi, con annessa polemica. «Non potevamo non intervenire, ancorché con grande dispiacere, a smentire coloro i quali, forse a fini solamente elettorali, cercano di ascriversi meriti che evidentemente non gli appartengono. Basta la semplice lettura dei verbali degli ultimi tre anni della Commissione Consiliare per far emergere tutta la verità», concludono.
 

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