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Bari, la città dei roghi

«Così sopravviviamo assediati dai fumi»

Il racconto dalle periferie dove i rifiuti vengono dati alle fiamme

 «Così sopravviviamo assediati dai fumi»

BARI - Ogni giorno un rogo. Qualche volta, se il vento spira dalla parte giusta, anche più d’uno. Spesso non si tratta di stoppie, ma di rifiuti dati alle fiamme che rendono l’aria irrespirabile. Da Santa Rita, Ceglie, Loseto e Carbonara si scatena la protesta: «Stiamo stanchi. Le forze dell’ordine facciano qualcosa. Se serve, che qui mandino l’esercito. Non possiamo trascorrere un’altra estate come prigionieri in casa. Siamo ostaggio dei fumi».

I residenti delle periferie sono sul piede di guerra. Silvana, che abita a Santa Rita proprio di fronte alla campagna, è una mamma-sentinella. Quando si leva verso il cielo una nuvola nera, scatta fotografie e segnala il problema. Racconta: «Siamo preoccupati. Gli incendi divampano ormai a qualsiasi ora. Persino il gesto automatico di aprire le finestre per far cambiare l’aria è meditato. Annuso l’aria per capire se è pulita o infestata. Prima di andare al lavoro chiudo le finestre e i miei bambini hanno il permesso di giocare in cortile fino alle 18.30. Vivo in un complesso edilizio molto bello, immerso nel verde, e i miei vicini sono giovani coppie con figli. Siamo tutti preoccupati per la salute dei nostri piccoli».

Le fa eco un papà: «L’appuntamento con le nuvole di fumo è di solito intorno alle 19. Ma da questa primavera i piromani appiccano il fuoco anche di mattina. Siamo davvero esasperati. Chi ha qualche risparmio in banca e non ha dovuto sottoscrivere un mutuo per l’acquisto della casa sta cercando un appartamento altrove, lontano da questo incubo. L’impresa non è semplice: il mercato immobiliare in questa periferia sta crollando. Ce ne siamo accorti dai cartelli di vendita affissi sui palazzi: 120 metriquadri con posto auto, ampi balconi, un giardino condominiale a 180mila euro. Cresce l’offerta, ma la domanda è in calo».

Con l’obiettivo di individuare i responsabili e consegnarli alla giustizia il sindaco Antonio Decaro, nell’ultima riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha chiesto alla Prefettura di dare priorità a quella che è diventata una emergenza cittadina. Dice il sindaco: «Sono convinto che i clan criminali di quel territorio hanno costruito un commercio intorno alle discariche abusive. Nella zona di Ceglie, Santa Rita e Loseto ci sono delle piattaforme per lo smaltimento illecito dei rifiuti. C’è il rischio che l’immondizia di ogni tipo data alle fiamme, incluse le gomme dei veicoli o i cavi elettrici, trasformi quei rioni in una terra dei fumi inquinanti. Quando vengono bruciati pneumatici, tubi, carcasse di scooter, tubi per ricavare rame e acciaio da rivendere sul mercato nero, ci troviamo di fronte a un’attività lucrosa illegale».

La Prefettura ha affidato il coordinamento delle indagini, che i carabinieri e la polizia locale stanno conducendo anche con ispezioni aeree, alla Questura. Ora si attendono i risultati.

Nel frattempo il Quarto Municipio ha aggiudicato in via provvisoria all’associazione Rangers il servizio volontario di vigilanza ambientale, recuperando dal proprio bilancio 5mila euro da destinare a tale attività per i prossimi cinque mesi. «In questa settimana - spiega il presidente del Quarto Municipio, Nicola Acquaviva - sarà effettuata la verifica della documentazione. Se le carte sono in ordine, le ronde prenderanno servizio al più presto. Ci auguriamo che la presenza dei volontari in divisa, quindi ben riconoscibili, rappresenti un efficace deterrente per contrastare il fenomeno della discariche abusive disseminate nel nostro territorio. Si tratta di un progetto sperimentale contro l’abbandono dei rifiuti e contro gli incendi di natura dolosa. I nostri quattro quartieri sono circondati dalle campagne di cui spesso i proprietari, contrariamente a quanto previsto dalle legge, non se ne prendono cura, non effettuano la manutenzione e neppure la bonifica. Questi terreni diventano così aree bersaglio per le imprese di ristrutturazioni edili, per chi svuota i depositi delle aziende, per le ditte che effettuano i traslochi, per gli sfasciacarrozze e per i meccanici: per non pagare lo smaltimento dei materiali di risulta, queste persone non si fanno scrupoli di buttarli nei campi per poi appiccare il fuoco, creando problemi di inquinamento e disastri ambientali».

Intanto da domani l’Amiu avvierà la pulizia delle strade pubbliche di confine per rimuovere gli ingombranti e l’immondizia di tipologia varia.

Antonella Fanizzi

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