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L'ANALISI

Tutti in trincea contro il virus e gli attacchi ai nostri valori

Tutti in trincea contro il virus e gli attacchi ai nostri valori

L'urgenza: una Europa che metta insieme le sue energie scientifiche e tecniche per vincere contro il virus e debellare il terrorismo

31 Ottobre 2020

Tonio Tondo

Le Monde e Le Figaro, i giornali più autorevoli in Francia e tra i più affidabili in Europa, aprono la prima pagina collocando uno a fianco all’altro i servizi che riportano la doppia emergenza francese: la prima, drammatica e condivisa con i Paesi europei e con il mondo, provocata dal virus Covid-19, la seconda, gli attacchi terroristici da parte degli islamisti. Una doppia sfida, una biologica ed economica, l’altra lanciata dall’islamismo ideologico e armato, nella nazione che più di tutte rappresenta in Europa la civiltà dell’Occidente libero.

Questa doppia sfida rappresenta il punto più alto, tragico e coinvolgente per la tenuta stessa e il futuro dei nostri valori, dei princìpi, delle norme e delle tradizioni culturali e di costume dei popoli europei. Noi italiani dovremmo essere maggiormente consapevoli e solidali con i nostri cugini francesi, evitando le frasi rituali di circostanza e facendoci veramente carico di un dovere impegnativo: la difesa e il consolidamento della democrazia liberale nel periodo storico più delicato, complicato ed esigente dal 1945 in poi.


Il presidente Emmanuel Macron parla ai francesi: <Siamo sotto attacco>. Parole da conflitto e inusuali in un leader democratico in tempo di pace, che quasi uniscono le due sfide diverse ma convergenti, la pandemia e le operazioni terroristiche, apparentemente isolate. Una violenza terribile e studiata contro luoghi simbolici e persone, in particolare l’assassinio dei tre cattolici (una donna decapitata) nella basilica di Notre Dame nella martoriata Nizza. Una violenza che approfitta dello sbandamento, della crisi e di uno scoraggiamento che sembra affermarsi in un Paese simbolo che malgrado grandi sforzi e grandi risorse finanziarie messe in campo non sta riuscendo a controllare la pandemia. <Siamo esterrefatti>, è il commento dei francesi. Anche noi italiani dovremmo esserlo e alzare la nostra vigilanza su entrambi i fronti. L’islamico di Nizza era transitato dai nostri luoghi e dalle nostre città.

La Francia è in trincea contro la pandemia, una trincea più avanzata rispetto alla nostra, con un numero di contagi che ha superato il milione, con un conto gravoso di morti e il sistema sanitario sotto pressione. Se nella prima pandemia siamo stati noi ad essere attaccati per primi, per poi far finta di nulla per alcuni mesi, i francesi hanno dovuto fare i conti con un virus ancora più aggressivo e continuo, senza alcuna tregua. Le loro decisioni hanno di fatto anticipato le nostre. Marsiglia, Lione, Parigi, Lilla, ovunque sono state applicate misure di restrizione alle attività commerciali e alla frequenza scolastica. I giornali non usano la parola lockdown, i sostantivi pronunciati e scritti sono quelli del vocabolario francese, <confinement> e <riconfinement>. Le proteste ci sono anche in Francia, Parigi resta la capitale delle libertà individuali e sociali, ma i francesi stanno dimostrando grande maturità e disciplina. Né hanno avuto riserve e pregiudizi nei nostri confronti. Anzi, hanno manifestato ammirazione per i sacrifici e la risposta corale del nostro Paese quando tra marzo ed aprile lombardi e veneti hanno dovuto affrontare la terrificante aggressività virale del Covid con il tributo di morti più alto in Europa.

L’Europa non è solo mercato, né solo politica ed ordinamento finanziario e istituzionale-giuridico. E’ soprattutto, anzi prima di tutto, spirito vivente in ciascuno dei cittadini di tutti i popoli. Spirito e Logos insieme – parola, ragionamento, ordine - non nel senso astratto e immateriale, ma presente nella nostra carne che ci unisce come umanità libera dalle tirannie. Questo esito non è stato scontato, si è fatto largo tra scontri, guerre, nazionalismi, stragi, milioni di morti, grazie a una minoranza di spiriti liberi e con una visione storica che hanno saputo conquistare le menti delle generazioni. Il virus subisce di più il <confinamento> nei regimi autoritari, omogenei e centralizzati. Le democrazie, invece, possono e devono combatterlo, confinarlo e via via vincere con il ricorso al dialogo, alla condivisione delle decisioni comunitarie e alla tollerante autodisciplina.

La conquista dell’illuminismo nel Settecento è stata la tolleranza, che resta valore fondativo dei regimi di libertà, ma la doppia sfida alla civiltà democratica dell’Occidente, quella del virus e del terrorismo islamico, ci pone problemi nuovi ai quali dobbiamo rispondere in modo adeguato. Il primo riguarda proprio la difesa e il consolidamento dei nostri valori. La tolleranza è diventata via via la strada percorsa da molti per approdare a un relativismo culturale ed etico. Proprio la Francia sta facendo i conti con questa tradizione e sta pagando il prezzo più alto con le vittime negli attacchi terroristici.

I leader francesi hanno sempre pensato che era sufficiente difendere la civiltà del loro impero impegnato anche nel colonialismo per poi trattare, dall’alto in basso, tutte le culture allo stesso mondi. La civiltà, in alto al vertice della piramide, le culture dei diversi popoli in basso, spesso considerate inferiori. Questo schema non va bene e ha aperto continuamente fronti nuovi. La nostra civiltà democratica, invece, non deve essere supponente, anzi deve mostrarsi paziente e aperta, ma deve essere forte e dinamica, continuamente alimentata dallo spirito umano fonte di libertà sostanziale. Forte nel difendere, nel senso concreto della parola, le sue comunità e i cittadini europei, forte nella politica e nel confronto con gli altri. Forte nei convincimenti, in grado di conquistare quanti amano la libertà e la pace nel mondo.


Dietro il virus e dietro gli attacchi terroristici ci sono realtà e regimi ideologici e politici. Il rischio è che i regimi autoritari siano pronti a rilanciare la loro politica di potenza contro un Occidente disorientato e frustrato. I regimi totalitari, vecchi e nuovi, sono adusi a rispondere alle loro crisi proprio rilanciando l’offensiva politica, militare e strategica contro l’Occidente considerato il loro nemico. Si combatte l’Occidente perché ha prodotto in passato imperi veri e presunti, lo si combatte anche perché candidati, come Cina e Turchia, a ritornare come imperi decaduti in passato.

Affrontare insieme le due sfide comporta rispondere a due urgenze: un’Europa integrata come grande società democratica, solida e giusta all’interno, forte e persuasiva nei confronti dei regimi autoritari. Un’Europa che metta insieme le sue energie scientifiche e tecniche per vincere contro il virus e debellare il terrorismo integrando un unico e diffuso sistema della sicurezza interna, collaborando e scambiandosi in primo luogo dati e informazioni. Tutto questo in nome della libertà e del rispetto della dignità di ogni singola persona.

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