Giovedì 29 Ottobre 2020 | 14:47

NEWS DALLA SEZIONE

Il commento
Il rischio di indebitarsi pre-rovinando i nipoti

Il rischio di indebitarsi pre-rovinando i nipoti

 
L'ANALISI
La resistenza civile per battere il virus

La resistenza civile per battere il virus

 
L'editoriale
Il potere vero che si rafforza a ogni esigenza

Il potere vero che si rafforza a ogni esigenza

 
Il caso
Se la disobbedienza (non) fa spettacolo sfidando i divieti

Se la disobbedienza (non) fa spettacolo sfidando i divieti

 
Il commento
Cronaca di una seconda ondata annunciata

Cronaca di una seconda ondata annunciata

 
Il commento
I comandamenti: Papa Francesco e quelle parole sulle unioni civili

I comandamenti: Papa Francesco e quelle parole sulle unioni civili

 
L'editoriale
L’ossessione delle nomine più forte anche delle emergenze

L’ossessione delle nomine più forte anche delle emergenze

 
Il commento
Se con gli eroi si coprono gli errori della politica

Se con gli eroi si coprono gli errori della politica

 
Il commento
Nell’urna il morbo Usa e getta

Nell’urna il morbo Usa e getta

 
L'ANALISI
Sveglia Italia contro il virus che sfugge al controllo

Sveglia Italia contro il virus che sfugge al controllo

 
L'analisi
Incrocio di poteri senza una direzione

Incrocio di poteri senza una direzione

 

Il Biancorosso

Calcio
Il super derby del Barone: «Bari e Foggia, la storia»

Il super derby del Barone: «Bari e Foggia, la storia»

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaNel Potentino
Rotonda, il Comune dona kit bebè ai nuovi nati

Rotonda, il Comune dona kit bebè ai nuovi nati

 
BatLa scoperta
Barletta, lavoratori in nero in laboratorio mascherine: denunce

Barletta, lavoratori in nero in laboratorio mascherine: denunce

 
Leccenel Salento
Gallipoli, circolo ricreativo resta aperto nonostante il dpcm: multa al titolare

Gallipoli, circolo ricreativo resta aperto nonostante il dpcm: multa al titolare

 
BariGiustizia
Bari, causa pandemia stop a tutti i processi con testimoni

Bari, causa pandemia stop a tutti i processi con testimoni

 
FoggiaDalla polizia
Foggia, violenza e maltrattamenti contro moglie e figli per anni: arrestato

Foggia, violenza e maltrattamenti contro moglie e figli per anni: arrestato

 
Tarantoil siderurgico
ArcelorMittal, sindaco Melucci dopo incidente: «Fabbrica pericolosa, non può continuare»

ArcelorMittal, sindaco Melucci dopo incidente: «Fabbrica pericolosa, non può continuare»

 
BrindisiCapitaneria
Porto Brindisi, maxisequestro di prodotti ittici surgelati

Porto Brindisi, maxisequestro di prodotti ittici surgelati

 
MateraNel Materano
Bernalda, è ai domiciliari ma spaccia cocaina: in carcere

Bernalda, è ai domiciliari ma spaccia cocaina: in carcere

 

i più letti

Editoriale

Referendum, quello che le parole non dicono

Tra le forze politiche tanti e contraddittori i cambi di opinione e di indirizzo verso il voto

referendum costituzionale

Nell’autunno 1939, riferendosi alle oscure intenzioni dell’Urss dopo la spartizione della Polonia tra le armate hitleriane e quelle staliniane, il premier inglese Winston Churchill (1874-1965) osservò, alquanto sconsolato, che «la Russia è un indovinello avvolto in un mistero all’interno di un enigma». Ma, quanto a chiarezza (poca), anche l’Italia non scherzava e non scherza, tuttora. E chissà cosa direbbe di lei oggi la buonanima di WC.

L’Italia non sarà indecifrabile come la trama del potere che si tesseva e si disfaceva a Mosca, ma di sicuro la sua nomenklatura non è garanzia di chiarezza. Tanto è vero che i ribaltoni si rincorrono come ciclisti al Giro e i camuffamenti dei progetti politici sono più frequenti dei mascherinamenti anti-Covid. 

Il caso del referendum sul taglio dei parlamentari rischia di battere ogni primato nella gara della dissimulazione e dei travestimenti. Intanto, non si capisce perché in molti abbiano cambiato idea nel volgere di poche settimane, o addirittura di pochi giorni. Tutti folgorati come San Paolo sulla via di Damasco? Bah. E poi non si capisce se, effettivamente, chi è per il No (al taglio dei seggi) miri innanzitutto ad altri obiettivi, ma, soprattutto, non si capisce se chi milita nel fronte del Sì voglia sul serio la riduzione dei parlamentari. Un indovinello? Un mistero? Un enigma? Tutte queste cose assieme?

L’impressione è che in tanti, o meglio in troppi, vogliano giocare, col referendum, una partita che c’entra poco o punto con il tema specifico della consultazione. Non è una novità. Ogni referendum, in Italia, non è mai caratterizzato da una logica binaria (sì o no al quesito sottoposto al giudizio popolare), ma viene caricato di significati che, il più delle volte, nascondono i piani di avanzamento (di carriera) dei generali in campo o a bordocampo. Di conseguenza, non sempre le vittorie, per i leader vincenti nell’urna, sono accolte da sincera soddisfazione. Càpita, spesso, infatti, che si faccia buon viso a cattiva sorte, e viceversa, anche perché, sovente in Italia, chi vince perde e chi perde vince.

Esaminiano l’ultima vicenda, ossia il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Fino a poche settimane addietro, chiunque si fosse azzardato a mettere in dubbio la vittoria del Sì, sarebbe stato sollecitato a prenotare una visita di controllo presso il suo medico di fiducia, tanto era scontato lo schiaffo elettorale alla cosiddetta Casta. Oggi, invece, nessuno scommette a occhi chiusi sulla prevalenza del Sì, anzi più passano i giorni più crescono le iscrizioni al Fronte del No e le possibilità di vittoria di quest’ultimo.

Lo stesso Fronte del Sì non pare agguerrito come l’esercito di Alessandro Magno (356-323 avanti Cristo). L’unico pezzo da novanta a non restare con le mani in mano in campagna elettorale è risultato Luigi Di Maio. Tutti gli altri, o tifano, chi a voce, chi in silenzio, per il No, oppure sperano, pur dichiarandosi per il Sì, nel colpo di scena a beneficio del No in modo tale da impedire la soppressione di qualcosa come 315 posti parlamentari. Che, di questi tempi, non sono una bazzecola.

In fondo Di Maio si trova nella condizione più vantaggiosa e più comoda possibile. Se al referendum dovessero prevalere i Sì, svetterebbe lui, Di Maio, come l’unico mattatore della contesa, dal momento che ha combattuto pressoché da solo contro tutti. Ma anche se dovessero prevalere i No, Di Maio non avrebbe motivo di cadere in depressione. Uno perché, quasi tutti i partiti e i leader, chi più chi meno, hanno sognato l’affermazione del No, lasciando così spazio libero a Di Maio per l’autoattestazione, per l’autoattribuzione delle successive percentuali elettorali del Sì. E siccome, il raccolto del Sì, anche in caso di successo del No, non dovrebbe disvelarsi misero e scarso, eccoti allora che anche in questo scenario il ministro degli esteri avrebbe di che brindare. Nessuno potrebbe contestare il fatto che Di Maio ha sostenuto, pressoché in solitudine, le ragioni del Sì al taglio degli eletti. Sarebbe il classico esempio di sconfitta ribaltata in vittoria, il tipico imprevisto di una battuta d’arresto rivelatasi più utile e conveniente di un trionfo, dato che all’interno delle stesse attuali truppe parlamentari del M5S in parecchi tirerebbero un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo: quello di vedere compromessa l’ambizione di tornare in Aula nella futura legislatura.

Verrebbe da parafrasare la mitica battuta di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo (1978): «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Tradotto ai tempi nostri, quelli del referendum taglia-poltrone: «Mi si nota e mi conviene di più se vinco o se perdo di misura facendo però felici molti parlamentari (anche miei) che rischierebbero l’infarto in caso di successo del Sì?». Successo (elettorale) che, per l’eterogenesi dei fini e per le imperscrutabili le dinamiche italiane, potrebbe presto tramutarsi in clamoroso insuccesso post-elettorale. Lasciamo perdere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie