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Un falco pescatore
cerca casa a Molfetta

falco pellegrino

di LUCREZIA D'AMBROSIO

MOLFETTA - Un falco pescatore ha fatto capolino, nei giorni scorsi, nei pressi di Torre Calderina. Inserito tra le specie protette, è stato avvistato in una zona ricca di biodiversità ma anche di notevoli criticità legate all’inquinamento del mare. A catture la sua immagine è stato Angelo Nitti, birdwatcher, attivista Wwf e Lac.
Il falco pescatore è un bellissimo rapace con un’apertura alare di oltre un metro e mezzo. Presenta contrasto tra parti inferiori bianche e superiori color marrone con una caratteristica fascia scura sulla testa che lo rende facilmente riconoscibile. Si nutre essenzialmente di pesci che cattura con spettacolari picchiate dopo aver a lungo perlustrato la zona in cerca di prede.
In Italia ci sono solo poche coppie che nidificano irregolarmente ma è abbastanza frequente in primavera e autunno nei suoi spostamenti migratori, quasi sempre lungo coste, fiumi e laghi. L’avvistamento a Molfetta rappresenta un fatto di rilevante importanza per il mondo scientifico. Per anni il falco pescatore si era allontanato dall’Italia.

«Purtroppo – sottolinea Pasquale Salvemini del Wwf e delegato regionale della Lac - l’area dell’avvistamento, che pure è meta di diverse specie, è sottoposta continuamente a sollecitazioni tutt’altro che utili all’ecosistema a causa della presenza del depuratore che è sottodimensionato tanto che spesso i reflui finiscono in mare, come abbiamo più volte denunciato in Procura».
E se in riva al mare sostano i rapaci, in pieno centro urbano provano a trovare casa le api. Nei giorni scorsi uno sciame d’api si è posato sul lunotto di un’auto e proprio non voleva saperne di andare via. E’ toccato sempre a Salvemini dover intervenire, allertato dalla polizia locale di Molfetta. Come è noto, da qualche anno, le api preferiscono le città alle campagne perchè più calde e meno inquinate da pesticidi.

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