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LETTERE ALLA GAZZETTA

L’albero di bottiglie di plastica a Otranto

Ci andrei piano ad esultare per l'albero (si fa per dire, come forma) di Natale realizzato a Otranto con 4 mila bottiglie di plastica e accompagnato da una certa abusata retorica ecologista. Ci trovo poco da esultare non solo per l'antiesteticità dell'opera ma anche perchè non può essere considerato un "monumento al riciclo e allo smaltimento corretto dei rifiuti" o al "rispetto per l'ambiente" come invece sostenuto dai promotori.

Le bottiglie a feste finite dovranno essere comunque smaltite in qualche modo e purtroppo a tutt'oggi non ci e' dato ancora sapere che fine faccia la plastica raccolta dai Comuni con la differenziata. Bruciata negli inceneritori? Spedita in Cina come materia prima? L'albero di Otranto più che un (brutto) monumento al riciclo mi pare un monumento al consumo, spesso ingiustificato, di acqua minerale. Mentre intanto si fa ben poco per promuovere l'uso dell'acqua del rubinetto o l'utilizzo delle cosiddette Case dell'acqua.

A Bari ad esempio l'hanno sistemata, praticamente nascosta, in estrema periferia. La plastica andrebbe drasticamente ridotta e non solo differenziata e poi non-riciclata.

Franco Prisciandaro (Bari)

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