Domenica 20 Gennaio 2019 | 23:59

Lettere alla Gazzetta

L'Italia di oggi è come quella descritta da Giustino Fortunato

Giustino Fortunato (Rionero in Vulture 1848 – Napoli 1932), alfiere della “questione meridionale”, vide Due Italie, purtroppo, “affatto discrepanti tra loro per consuetudini di vita, per disquilibrio culturale ed economico, per fattori storici e fors’anche etnografici”. Rispetto a questa situazione, il Sud può essere pure in qualche modo cresciuto, ma non quanto il resto d’Italia. Basta guardare i ritardi che ancora subisce suo malgrado, com’è il caso dell’ammodernamento della tratta Bari – Roma sulla quale, come scrive Lino Patruno 3/3/2017, dovranno essere utilizzati i V250, che vanno a 110 Km/ora, invece dei pendolini Etr 600, che erano stati prima previsti, con una velocità di 135 km/ora. Ma non è solo questione di diversa velocità, che pure non può essere ignorata perché consentirebbe il disbrigo di un affare a Roma in giornata. La ragione è che i pendolini più veloci devono essere destinati da Venezia e per Verona. Non c’è prima il Nord, come dice Salvini? Ma non è tutto, perché si scopre poi che quei V250 sono stati rifiutati dall’Olanda, paese molto più piccolo dell’Italia, per difetti ai sistemi elettronici di sicurezza, quindi fuori mercato ed autentici bidoni.
Per altro verso ai bus della Flixbus tedesca non pare debba toccare sorte migliore, nonostante il pur ricco pedigree che ti fanno fare con 10 euro anche mille chilometri e che hanno trasportato 2 milioni e mezzo di passeggeri (studenti, pendolari, giovani globetrotter) in Italia e 400mila in Puglia. Difatti, ritenuti un “low cost”, un basso costo, che costituirebbero una concorrenza sleale, potrebbero essere fermati da un emendamento in Senato con la prima firma del foggiano Lucio Tarquinio .
E la musica non cambia se si pensa di usare l’ aereo, perché, a parte il costo, ci sono orari proibitivi consigliabili a chi a Roma “vuole andare solo per fare due passi e ritorno”, e nonostante i circa 30 milioni di passeggeri che ogni anno partono dagli scali meridionali, Puglia compresa.
A dar fiato a quella musica ci pensa il ministro Del Rio, che in Cina con il presidente Mattarella, a proposito della nuova “Via della seta”, accennando al progetto di ampliamento delle rotte da e per l‘Europa ha citato i porti di Trieste, Venezia, Genova, ma non Taranto, Gioia Tauro, Cagliari, ritenuti non pronti per nascondere la verità che sono Sud.
Possibile che in oltre 150 anni l’Italia è ancora quella di Giustino Fortunato? E’ se si aspettava una voce del nord che confermasse la continuità di quella negativa situazione, non basta quella del filosofo torinese torinese Diego Fusaro (Rete 4) che papale papale ha affermato che "l'Italia unita è stata basata su una colonizzazione del Nord ai danni del Sud" ?

Pietro Mattiace, Bari

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