Sabato 07 Marzo 2026 | 17:46

A Taranto un bilancio in affanno: ecco la radiografia con cifre e criticità

A Taranto un bilancio in affanno: ecco la radiografia con cifre e criticità

A Taranto un bilancio in affanno: ecco la radiografia con cifre e criticità

 
FABIO VENERE

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FABIO VENERE

A Taranto un bilancio in affanno: ecco la radiografia con cifre e criticità

E’ questa la fotografia al termine dell’audizione in commissione del dirigente della direzione Programmazione economico-finanziaria del Comune di Taranto

Sabato 07 Marzo 2026, 15:51

Un Bilancio in affanno e con diverse criticità. E’ questa la fotografia al termine dell’audizione in commissione del dirigente della direzione Programmazione economico-finanziaria del Comune di Taranto, Simone Simeone. Che, nell’organismo presieduto da Luca Contrario (Pd), è entrato nel dettaglio della manovra finanziaria 2026 del Municipio, adottata dalla giunta Bitetti e in attesa del semaforo verde da parte del Consiglio comunale.

Nel suo intervento, il dirigente dell’Area Finanziaria del Municipio ha invitato i consiglieri presenti a non limitarsi a guardare le macro cifre finali, ovvero a non vedere solo il dato complessivo sulle entrate (920 milioni di euro) anche perché, per oltre il 75 per cento, quella cifra ha una destinazione vincolata, essendo coperta da finanziamenti quali, ad esempio, il Pnrr e altri ancora. E allora, il Ragioniere capo del Comune di Taranto ha esortato tutti a ragionare su quelle entrate (201 milioni di euro) che, invece, non hanno una destinazione vincolata. “Sembra – ha osservato il dirigente municipale - una cifra molto alta, ma da questi 201 milioni (in cui ci sono tutte le entrate tra cui la Tari, l’Imu, il canone patrimoniale, i fitti e altro ancora) dobbiamo iniziare a togliere alcune voci importanti”. Che Simeone ha poi elencato: “La prima voce, ad esempio, è il Fondo crediti di dubbia esigibilità che, nel 2026, è pari a 36,4 milioni di euro. Poi, bisogna sottrarre 33,4 milioni per gli stipendi del personale dipendente e circa 8 milioni di euro per le utenze, tra cui per la sola energia elettrica si sfiorano i 7 milioni di euro, sperando che la guerra in Iran non faccia salire ancora i costi”. E ancora: “Per Kyma Mobilità, nonostante il taglio che abbiamo fatto sul contratto di servizio (-3,6 milioni di euro, ndr), il costo a carico del bilancio comunale è di 7 milioni 600mila euro, visto che il resto è finanziato dai contributi regionali”.

L’elenco è proseguito poi con 6,7 milioni di euro per i Servizi sovciali, “con i 5,8 milioni di euro, incluso il personale, per gli asili nido (cifra che poi tende a salire nel 2027 e 2028)”. Si prosegue con 4 milioni di euro per le spese istituzionali, in cui sono compresi circa 2,1 milioni di euro per le indennità degli amministratori. Poi “Kyma Servizi – ha aggiunto ildirigente – costa 3,5 milioni di euro; 3,3 milioni sono, invece, dovuti per il per rimborso della quota capitale dei debiti, 3 milioni per le scuole, 2.6 milioni per il verde pubblico, 1,7 milioni è la spesa per i cimiteri. E, infine, 1.3 milioni, per le manutenzioni e sempre 1,3 milioni per i canili”. A queste “voci”, infine, bisogna aggiungere il costo dell’altra scelta politica fatta dall’Amministrazione comunale, oltre a quella di mantenere la dimensione pubblica dei 9 asili nido storici. Il riferimento è agli oltre 6 milioni di euro annui necessari per non far perdere neppure un’ora di lavoro ai 161 lavoratori della Multiservizi.

“Le scelte politiche hanno fatto contrarre – ha osservato il Ragioniere capo - tutte le altre spese, che sono state ridotte lasciando in bilancio il minimo possibile”.

Il parere del dirigente sul Bilancio di previsione 2026 è stato tecnicamente favorevole, “ma ci sono delle difficoltà, non ci dobbiamo nascondere”. Tra queste, rientra la stima inferiore di quasi 4 milioni di euro rispetto al 2025 dei costi per il conferimento in discarica dei rifiuti, che in sede di Riequilibrio di bilancio, imporrà all’Amministrazione comunale di fare delle correzioni in corsa.

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