Domenica 20 Gennaio 2019 | 22:39

LETTERE ALLA GAZZETTA

Bari, San Nicolantuono ora ti protegge nel suo Stadio

Se non sono segnali di amore, di santa paterna protezione della squadra nei suoi momenti più difficili allora ditemi cos’è. Con l’arrivo del nuovo allenatore, San NiColantuono finalmente sta guardando il Bari con affetto, lo protegge da malaugurati scivoloni. A cominciare da Micai che in certi momenti critici della difesa tra i pali e fuori sembra folgorato da divine ispirazioni. Ve l’immaginate se al neo allenatore fosse venuta in mente la stessa pazza idea del Ciociaro, ve l’immaginate a che Ichazo di posto in classifica si troverebbe ora la squadra? Come ai tempi di Donnarumma portiere, ricordate?
I pali e le traverse , ammettiamolo, ci stanno dando una mano. Pare che di notte in segreto il nostro Patrono vada in campo con acqua benedetta e la sparga copiosa sui legni delle due porte accompagnata da una preghiera a senso unico. Ovviamente pro nobis.
Di più non può fare, nè sostituire in campo gli sbadati Capradossi e Tonucci che si son fatti sorprendere da quel furbone di Castaldo dopo il Verde, via libera da sinistra ad un cross perfetto, da manuale. Un’azione che i nostri Fedato e Furlan dovrebbero rivedere cento volte, imparare proprio loro che sono poco cross e poca delizia per la testa del povero, disperato Maniero.
Se il Santo Patrono non vorrà poi interrompersi, fare un’eccezione anche per le gare in trasferta ben venga la sua mano miracolosa. A condizione che anche il Bari ci metta del suo, che ad Ascoli faccia il Pieno nel Piceno. Non il vero o finto Tonto sulle fredde rive del Tronto. Siamo intesi?
Che dire infine del Bari che dovrà essere a fine gennaio? Penso che bastino due, tre acquisti ben indovinati. Un centravanti da alternare a Maniero, un bomber biancorosso veneto con Vicenza di uccidere. Anche un regista di nome e di fatto. Non dico un Fellini o quasi. Ma nemmeno di quei Carneade che girano e sfornano grossolani cinepanettoni cotti e mangiati tra Natale e l’Epifania. Un altro trequartista no perché Brienza basta e avanza; fa già per tre, per quattro e per cinque. Forse un altro difensore a destra non guasterebbe. Ma se Scalera continua così sarà difficile scalarlo e rimandarlo in panchina.
Manca un doveroso, pubblico grazie di Giancaspro a Fedele, uno svizzero senza buchi, uno che segna sempre anche nella sua porta. Il Presidente in divisa da Carabiniere prenda il glorioso motto dell’Arma, lo faccia suo e prometta a Fedele di essergli fedele. Non nei secoli, per l’eternità. I due gol di sabato meritano la promessa, il bel gesto.

Vittorio Torelli, Bari

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