È Francesco Cuoccio, 39 anni, nato e residente a Bari, l’uomo arrestato con l'accusa di fabbricazione e porto abusivo di ordigni e turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa, avrebbe potuto provocare una strage all’interno della Sala del Regno dei Testimoni di Geova in via Buccari, nel quartiere di Carrassi.
Secondo quanto ricostruito dal gip Nicola Bonante, il 39enne aveva fabbricato un congegno esplosivo-incendiario artigianale: una tanica di plastica contenente benzina, fiammiferi e una sigaretta, pronto a scatenare un incendio tra i fedeli riuniti per una cerimonia religiosa.
Il piano folle è stato sventato grazie alla prontezza dei volontari della comunità, che hanno notato l’odore di benzina e hanno allontanato Cuoccio, evitando così che l’ordigno venisse attivato. In sala c’erano circa 78 persone, tra cui bambini, che rischiavano di essere travolte dalla potenziale esplosione.
Le indagini hanno ricostruito in maniera precisa il percorso dell’indagato: prima l’acquisto della benzina alla stazione “Eni Live Station”, poi il trasporto del contenitore all’interno di una busta blu fino alla Sala del Regno, utilizzando una bicicletta a noleggio. Le telecamere di sorveglianza e le testimonianze oculari hanno confermato senza alcun dubbio la sua responsabilità.
Il gip Bonante, nell'ordinanza, sottolinea la pericolosità sociale di Cuoccio e la concreta possibilità che possa reiterare reati simili, motivo per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, ritenuta l’unica misura idonea a proteggere la collettività. I motivi del gesto non sono chiari, ma il gip Nicola Bonante - che ha firmato l’ordinanza con cui l’indagato è finito in carcere - non esclude che alla base del gesto ci sia una «matrice teologica» o il «fanatismo religioso».
L'uomo è ora detenuto a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini per capire le motivazioni del gesto e verificare eventuali collegamenti con le minacce ricevute dalla comunità nei giorni precedenti.
















