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In Puglia e Basilicata

LETTERE ALLA GAZZETTA

Doppio cognome cancellati secoli di patriarcato

23 Novembre 2016

Lilli Maria Trizio, Bari

Quanti soprusi, umiliazioni, trame oscure, intrighi, delitti per l'eredità del cognome paterno perché la discendenza e il patrimonio tramandato dalla linea maschile era il vessillo, l'onore, l'orgoglio a volte la superbia di una casata, questo nell'antichità, ma anche adesso ho visto famiglie con quattro o cinque femmine che hanno un solo significato: «Volevamo un maschio». Ora la Consulta ha cancellato secoli di patriarcato e stabilito che è illegittimo l'automatica attribuzione del nome paterno. Se entrambi i genitori sono d'accordo e lo richiedono si potrà aggiungere il cognome della madre, se non vi sarà nessuna richiesta specifica il figlio verrà registrato con il cognome paterno. È un passo importante verso la parità, le donne scomparivano dietro il destino dei figli e il nome della madre con il tempo appena ricordato. Dispiace che sia stata la magistratura a iniziare questo cambiamento e urge la legge che giace in Senato dal 2014. In Senato, si sa, sono prevalentemente uomini.

Lilli Maria Trizio, Bari

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