Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 11:59

LETTERE ALLA GAZZETTA

Vincoli di arte e solidarietà fra Conversano e Amatrice

Solo per una fortuita positiva combinazione creatasi ascoltando in televisione il toccante racconto del primario ospedaliero romano, nativo di Amatrice, dott. Carlo Villani, intervistato durante le fasi del tremendo terremoto che ha colpito il centro d’Italia e, in particolare, dopo aver ascoltato dallo stesso i terribili momenti vissuti con i suoi nipotini, superando fortunosamente tutte le avventurose vicende di quei momenti ma conclusesi positivamente per tutti, non mancando da parte sua di manifestare la volontà di rimanere tra le rovine della sua cittadina per collaborare a soccorrere gli altri e i suoi tanti conoscenti, essendo Egli, tra l’altro, il presidente del Lions Club di Amatrice e della Comunità del Velino, in quel momento ho avvertito una forte spinta, quale socio fondatore del Lions Club di Conversano, a fare subito le opportune ricerche attraverso l’annuario nazionale del Lionismo Italiano. Ciò mi ha consentito di pervenire alla felice conclusione di scoprire che il Club di Amatrice del Distretto 108L”Lazio” è “nato” nello stesso mese di maggio e nello stesso anno 1976 del Lions Club di Conversano del Distretto 108AB “Puglia” e che, pertanto, quest’anno entrambi hanno potuto “festeggiare” il Quarantennale della loro costituzione: questo comune evento costituisce, ovviamente, un eloquente naturale legame tra i due sodalizi nella azione di solidarietà umana verso il prossimo nel quadro dei services lionistici”. L’altro legame scoperto è inerente alla specifica vocazione cultural-artistica delle due cittadine. Conversano con il suo prezioso patrimonio artistico, il cui pregio è riconosciuto in Italia e all’estero, considerato l’alto valore degli autentici pezzi d’arte, di cui è dotata, e in primo luogo le dieci tavole scenografiche del M° Paolo Finoglio, raffiguranti scene della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, fatte eseguire dal conte-mecenate Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona tra il 1640 e il 1643, le cui vicende successive sono ben note a tutti: vendita, nel 1940 circa, al conte romano Ettore Manzolini, gerarca fascista, e il successivo riscatto all’asta nel 1978 da parte del Comune di Conversano con il contributo della Provincia di Bari, per volontà testamentaria dello stesso Conte Manzolini, dopo il fortuito ma concordato incontro nella sede romana sulla via Cassia con una delegazione del Lions Club di Conversano, interessato, all’epoca, a pubblicare per i posteri una idonea monografia sulle tele finogliesche, che non è stata mai più realizzata ma che servì a lasciare, al termine dell’incontro, un accorato messaggio al conte malato, sollecitandone l’auspicato ritorno nella sede naturale a Conversano, dove, da allora, fanno bella mostra per la gioia dei tantissimi visitatori e critici d’arte, fra cui Vittorio Sgarbi, che, in collaborazione con la Civica Amministrazione, per alcune di loro ne ha sponsorizzato anche l’esposizione a Milano per l’EXPO 15. La stessa Amatrice vanta un passato patrimoniale di grande valore artistico, venuto alla luce dopo un lungo periodo di oblio, grazie anche all’opera di Vittorio Sgarbi, che ha saputo mettere in evidenza i lavori di un grande artista del Cinquecento, Nicola Filotesio, più noto con il nome di Cola dell’Amatrice, nato ad Amatrice (!480 circa- post 1547), sodale del ben noto Giulio Romano.

Domenico Roscino, Past Presidente di Conversano e Lions Officer Distrettuale

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