Domenica 20 Gennaio 2019 | 20:51

LETTERE ALLA GAZZETTA

La geologia va messa al centro delle future pianificazioni

Da quanto i media e le interviste ci hanno fatto capire, tutti i danni sono direttamente legati anche ai così detti “effetti di sito” come ha dichiarato un geologo intervistato, e questo è evidente ad Accumoli dove addirittura si è riattivata una frana all’ingresso del paese che lambisce alcuni fabbricati e coinvolge la strada di accesso. Questo significa che bisogna assolutamente mettere la geologia al centro della pianificazione, delle scelte urbanistiche ed riconoscere ad essa il giusto ruolo nell’ambito della progettazione. Anche la normativa di settore deve evolvere in questa direzione e non a concentrarsi solo sull’ingegneria della costruzione altrimenti la natura ci dimostra che i modelli matematici non resistono all’energia sprigionata dal terreno. In Italia bisogna lavorare di più anche sulla sensibilizzazione dei cittadini e nel far crescere in ognuno di noi la consapevolezza che con il sisma bisogna convivere e quindi bisogna pensarci anche in tempo di pace a partire dal mettere in sicurezza la propria abitazione; molto spesso ognuno di noi tende ad investire su una casa più bella, in un posto più agiato, e così via ma difficilmente pensa di investire nell’adeguare sismicamente la propria casa; noi saremo un Paese all’avanguardia e consapevole solo quando riusciremo ad avere Paesi e Città resilienti e a questo risultato dobbiamo arrivarci il prima possibile. Passi avanti importanti sono stati fatti anche in termini di politiche di prevenzione basti pensare che questo governo ha istituito, per la prima volta, una struttura di missione “Italia Sicura” riguardo la mitigazione del rischio idrogeologico e scuole sicure; però non basta, bisogna crederci di più dando corso, con urgenza, ad azioni concrete sul territorio.
È un lavoro difficile a cui siamo chiamati tutti, ma abbiamo il dovere di riuscirci altrimenti ogni anno conteremo morti . Oggi questi paesi sono da ricostruire totalmente, auspicando che vengano costruiti negli stessi posti, conservando la peculiarità dei nostri paesi ma iniziando a progettare dando il dovuto riguardo al sottosuolo: in fase di pianificazione a scala areale e in corrispondenza del singolo intervento a scala puntuale. È dalle fondazioni che bisogna partire cercando di progettare rispettando e assecondando la natura senza opporti ad essa perché se così non fosse registreremo altre sconfitte non solo dal punto di vista sismico, anche per frane ecc.

Giovanni Spaventa, Castellaneta (Taranto)

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