Lunedì 21 Gennaio 2019 | 04:56

LETTERE ALLA GAZZETTA

La canzone di De Gregori e i tiri falliti dagli azzurri

Francesco De Gregori il popolare cantautore romano, riferendosi alla classe calcistica del '68 scrisse quel Nino non aver paura di calciare i calci di rigore perché non è da essi che si vede la bravura di un giocatore.
Discorso che vale per tutte le classi calcistiche!
Accompagnò la crescita dei miei figli che amavano ed amano il calcio e l'argomento è tornato di attualità dopo l'eliminazione della nazionale italiana ai campionati europei da parte della Germania, proprio ai calci di rigore.
Dibattito interessante da parte di giornalisti, sportivi e non, in cui si è rincarata la dose, da parte di chi non condivide la benevolenza di De Gregori parlando dell'attimo di follia di Zaza e Pellè.
Ma quella è proprio la dimostrazione che non avevano obbedito a quanto diceva De Gregori: loro avevano paura ed erano caduti nel mimare il cucchiaio a Neuer e con la rincorsa in 18 passi (Zaza). Era la paura e non l'eccessiva sicurezza a cui hanno creduto molti cronisti!
Quella stessa paura che si manifesta in mille modi in campo e tra gli spettatori.
E per questo che non sono d'accordo con nessuno degli addetti ai lavori e lo dico con molta umiltà obbedendo solo ad un'analisi logica dei fatti!
Nella sequenza dei rigori, per l'Italia hanno segnato: Insigne, Barzagli, Giaccherini, Parolo, De Sciglio, totale 5.
Hanno sbagliato Zaza (alto), Pellè (fuori), Bonucci (parato), ed infine quello decisivo Darmian (parato), totale 4.
Per la Germania hanno segnato: Kroos, Draxler, Hummels, Kimmich, Boateng, Hector, totale 6.
Hanno sbagliato Mueller (parato), Özil (palo), Schweinsteiger (alto), totale 3.
Stando a questi dati sintetici l'unico da mettere in croce, al di là degli atteggiamenti strani di Zaza e Pellè /dettati dalla paura), avrebbe dovuto essere solo Darmian che non segnando ha chiuso la partita.
Ma in definitiva anche negli errori la partita è stata pari (o quasi) ed allora non enfatizziamo la goffaggine e la follia dei più volte citati (salvato Bonucci che non ha praticato riti indecenti). E diciamo che il cantautore ha ragione rispetto a tanti frettolosi commentatori sportivi. E passiamo ad altro!

Mimmo D'Aloia, Bari

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