Venerdì 18 Gennaio 2019 | 20:57

LETTERE ALLA GAZZETTA

Le idee pericolose del Grillo sparlante

Il comico Grillo, da anni e anni, s’è politicizzato. Trascorso è il tempo delle trasmissioni televisive brillanti e spassose, come «Te la do io l’America» o «Te lo do io il Brasile». Ora Beppe, forse sentendosi investito dal compito impegnativo di «salvatore della Patria», ritiene nei suoi interventi teatrali di assumere un atteggiamento da censore e qualche volta da qualunquista. Sabato sera, nel suo spettacolo «Grillo vs. Grillo» al gran teatro Geox di Padova, ha insensibilmente attaccato Sadiq Khan, sindaco di Londra appena eletto, laburista di religione musulmana, chiamandolo superficialmente «bangladeshiano». E con un passaggio sciagurato, del politico di religione musulmana ha detto: «Voglio vedere quando si fa saltare in aria a Westminster». Una sortita inopportuna, senz’altro xenofoba e razzistica. Del resto, il Grillo sparlante su molte questioni non ha le idee chiare. Tempo fa, seriamente preconizzava «orde pericolose» di rumeni alle frontiere, che stavano per invadere l’Italia. Più di quindici anni fa, andai ad assistere ad un suo spettacolo teatrale alle Cave del Duca di Cavallino. Con le mie orecchie ho sentito Grillo dare della «donna di malaffare» alla Montalcini. Secondo l’illustre parere del comico fuori registro il premio Nobel di Rita Levi venne acquistato dalle case farmaceutiche. Per questa squallida insinuazione, Beppe venne querelato.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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