Per alcuni mesi del 2025 avrebbero malmenato, aggredito e in certi casi torturato dodici detenuti in gran parte stranieri rinchiusi nel carcere minorile di Casal del Marmo. C’è anche un barese di 52 anni tra i 10 poliziotti penitenziari nei cui confronti la Procura di Roma ipotizza a vario titolo le accuse di tortura e lesioni aggravate. Comportamenti reiterati nel tempo che avrebbero trasformando la struttura carceraria in un inferno, quasi sempre senza una ragione.
Il pm Rosalia Affinito ha chiesto e ottenuto dal gip Angelo Giannetti la fissazione di un incidente probatorio in cui le vittime dovranno raccontare a uno psicologo i presunti abusi, che in alcuni casi sono stati documentati dalle relazioni di funzionarie civili del carcere romano, e riconoscere da un album fotografico i presunti aguzzini. In un caso ad esempio, due poliziotti penitenziari avrebbero colpito un 16enne italiano di origini sinti con un pugno all’occhio: il ragazzo sarebbe stato portato in infermeria dove sarebbe stato costretto a sdraiarsi su un lettino e spogliarsi, quindi uno degli agenti lo avrebbe minacciato di tagliargli i testicoli che gli avrebbe punto con una forbice «procurando l’uscita di sangue». In altri casi, durante la notte, gli agenti avrebbero colpito i detenuti con calci, pugni, schiaffi e «oggetti di ferro» in zone non coperte dal sistema di videosorveglianza e – scrive la Procura di Roma - «per motivi futili».
L'incidente probatorio si svolgerà la prossima settimana, ed è stato concesso perché c'è il rischio che le vittime - in gran parte senza fissa dimora - una volta uscite dal carcere possano rendersi irreperibili. La Procura aveva chiesto anche l'arresto di alcuni degli agenti penitenziari (non del barese), rigettato dal gip.
















