Giovedì 16 Settembre 2021 | 21:55

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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G20, a Bari tutto è pronto: ecco le foto del treno che porterà i delegati a Matera

Per tre giorni Bari torna in «zona rossa» in virtù del G20 Esteri, il vertice dei ministri degli Esteri. La città da questa mattina è blindata ma il cordone di sicurezza eretto a protezione dei membri delle 30 delegazioni che timbreranno il cartellino facendo la spola tra Bari, sede operativa e logistica in appoggio a Matera - dove domani si terrà il summit dedicato al tema dello Sviluppo sulla sicurezza alimentare - e a Brindisi - mercoledì nella base Onu si svolgerà una parte del vertice per discutere di Assistenza umanitaria -, non paralizzerà la città.

Città sotto stretta sorveglianza quindi con decine di telecamere sempre accese, varchi con metal detector, tiratori scelti sui tetti, artificieri, centinaia di agenti in divisa e in borghese, controlli a tappeto, aree off-limts, droni a monitorare la situazione dell’alto 24 ore su 24, no fly zone. Anche la stazione delle Fal da dove partirà a bordo di un treno speciale e super vigilato (dal cielo con gli elicotteri, dalla strada che corre parallela ai binari con auto della polizia) la grande comitiva del G20 alla volta di Matera sarà passata ai raggi x. Saranno impiegate unità cinofile ma anche specialisti del Nucleo biologico chimico radioattivo.

Nelle lunghe riunioni organizzative, il Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Antonella Bellomo ha individuato una serie di aree interdette al transito sia dei pedoni sia di auto e moto. A coordinare la macchina dei controlli e della sicurezza, una centrale operativa interforze dove faranno riferimento i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza, esercito e anche polizia locale. Un lavoro imponente coordinato dal questore Giuseppe Bisogno che incarna la massima autorità di pubblica sicurezza provinciale e che ha nelle sue mani la direzione, la responsabilità e il coordinamento da un punto di vista tecnico-operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal prefetto e dal Comitato provinciale.

La cosiddetta zona rossa da G20 (quella da pandemia speriamo di essercela lasciata definitivamente alle spalle) comprende i cinque grandi obiettivi sensibili, interamente delimitati, in cui saranno presenti i Capi delegazione esteri, oggetti di particolare tutela. Il primo obiettivo: Castello Normanno Svevo e l’adiacente area adibita a parcheggio pubblico di via Ruggiero il Normanno. Il secondo: Grande Albergo delle Nazioni e Piazza Diaz fino all’intersezione con via Giuseppe Volpe. Il terzo: Hotel Nicolaus e l’area compresa nel quadrilatero tra via Salvatore Matarrese, via Card. Agostino Ciasca, via Camillo Rosalba e viale S. Josemarìa Escrivà. Il quarto: Museo Archeologico di Santa Scolastica. Quinto e ultimo la stazione ferroviaria Bari Scalo.
Osservati speciali gli alberghi che ospitano le delegazioni dei Paesi stranieri, i luoghi di convivio dove si svolgeranno le manifestazioni organizzate per far conoscere la città agli illustri ospiti. «Lo spirito centrale delle scelte operate ha voluto coniugare al meglio la garanzia di sicurezza e la vivibilità della città con qualche necessaria e inevitabile limitazione - spiegano dalla Prefettura -, il tutto attraverso un sistema integrato di attività di controllo e divieti di accesso pedonale e veicolare sulle strade e spazi pubblici interessati dalle ore 13.00 di lunedì 28 giugno e fino a cessate esigenze e comunque non oltre giovedì 1° luglio».

Bari resterà una città aperta. Aperta anche alle annunciate mobilitazioni degli antagonisti locali, del «Coordinamento contro il G20» che mette insieme gli attivisti della Caserma Rossani, Rifondazione comunista, Potere al popolo, l’associazione La Torre di Babele 2.0, Cobas e Unione Sindacale di Base. Per oggi questi gruppi hanno organizzato due diverse iniziative: un sit in la mattina di fronte alla sede della Terza regione aerea, per contestare e sensibilizzare contro il commercio delle armi, strumenti portatori di guerra, e un corteo pacifico nel pomeriggio per sottolineare il gioco speculativo che le grandi potenze mondiali fanno sulla pelle dei migranti. Le regole di ingaggio sono già state stabilite con la Questura. La Digos terrà gli occhi aperti. Esiste il timore che possano raggiungere Bari gruppi di cosiddetti anarco-insurrezionalisti provenienti da altre città, se non addirittura dall’estero. È la paura che accompagna tutte le grandi manifestazioni «governative».

L’imponente macchina della sicurezza, ampiamente rodata in questi anni, deve tenere sotto tutela i 350 componenti delle delegazioni che parteciperanno ai lavori. I numeri diventano ancora più grandi se si aggiungono i componenti degli staff della sicurezza (gli 007 americani, russi e giapponesi sono arrivati a bari con ampio anticipo) e quelli della comunicazione. Antenne drizzate per il «welcome party» di oggi al Castello Svevo, una dei momenti di maggiore esposizione e visibilità e le gli spettacoli dal vivo allestiti sulla Murgia. Il livello di attenzione e di allerta sugli obiettivi permanenti considerati sensibili è altissimo. Il dispositivo di sicurezza prevede presìdi in luoghi ritenuti sensibili per l'ingresso in città. Droni e interventi mirati su segnalazione terranno sotto controllo h24 l’intero territorio cittadino. Potenziate anche le attività di routine. Più controlli, più posti di blocco stradali, più attività di pattugliamento soprattutto in alcuni quartieri come Murat, Bari Vecchia, Libertà, Japigia e Madonnella. Il livello di guardia è altissimo anche se il rischio calcolato appare minimo.

E se da una parte c’è chi esulta nel vedere anche in questa occasione un segnale di ripartenza, dall’altra le prescrizioni della zona da G20 fanno storcere il naso a chi male sopporta limitazioni e divieti alla libera circolazione come è sempre accaduta in occasione di tutti i grandi eventi.

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