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Il nuovo volto di Bari

Via Sparano, dopo il restyling ecco la strada che si spacca

Il sindaco Decaro verifica i danni: «Ripaventiamo subito. Ma ora è una strada europea»

BARI - «Via Sparano? La nuova versione a me piace, è una strada che vive. Ha un respiro europeo anche se avrei usato colori più vivaci. Ma è una questione di gusti personali». Il sindaco Antonio Decaro promuove la riqualificazione della main street del commercio che tante polemiche ha suscitato. Nel corso della passeggiata-sopralluogo lungo la via cittadina del commercio per antonomasia, dal primo cittadino arriva anche una conferma: per Natale il cantiere sarà ultimato. Intanto, ieri sono state fatte le prove di funzionamento del sistema di diffusione sonora.

Oltre alla pavimentazione dell’asse centrale di piazza Umberto, mancano all’appello un paio di incroci verdi (e relativa illuminazione) e qualche risistemazione frutto della mano dei vandali o di un’esecuzione dell’opera non ottimale. È il caso delle crepe createsi nel pavimento situato nei pressi dello storico edificio di Mincuzzi, all’angolo con via Putignani. «È la cosa più evidente, come ci sono state altre che non vanno, dalla pendenza rifatta in alcune zone alle mattonelle sbagliate, ma nelle opere pubbliche succede», dice il primo cittadino. «Si sono create delle crepe a causa dell’elevata temperatura e perché il prodotto usato aveva bisogno di maggior tempo per solidificarsi, mentre noi avevamo urgenza di riaprire l’isolato per la festa di San Nicola - spiega - si tratta di normali lesioni, che saranno ripristinate dall’impresa a breve, ma non c’è un problema strutturale. I lavori sono stati fatti come si deve da un’impresa, tra le migliori che ho avuto modo di vedere».
Il coast to coast di mezzogiorno dà anche l’occasione di godere dell’«effetto cannocchiale»: su uno sfondo l’orologio della stazione centrale, sull’altro piazza Chiurlia e la città vecchia. «È cambiato tutto, ora non ci sono più i marciapiedi, ci sono i bar coi tavolini e tanta gente seduta, stanno riqualificando anche i palazzi. Anche i negozi cambiano, arrivano le multinazionali che possono permettersi di pagare fitti più alti. Infatti lavorano sulla frequenza di passaggio della gente (che è aumentata), così sono schizzati i valori degli immobili, mentre i negozi più piccoli si spostano nei dintorni».

A Natale è previsto il taglio del nastro definitivo, prevedete eventi speciali?
«Ancora non so, ma in fondo la strada si è inaugurata da sola, man mano che abbiamo aperto. Lo scorso anno abbiamo inaugurato il sagrato di San Ferdinando, sul quale non sono mancate le polemiche, ma adesso è frequentatissimo. C’è gente che lavora con l’Ipad, chi si siede a chiacchierare. Come lo so? La gente posta le foto sui social».

Quindi le piace la nuova via del commercio?
«Certo. Ci sono i cosiddetti salotti che richiamano le attività storiche della città, anche se ora non ci sono più, e le isole verdi, che con le loro colorazioni distinguono ciascun incrocio».

Ha riscontri sul gradimento della nuova via?
«Prima ho ricevuto critiche da tutti, anche mia figlia che mi ha contestato di aver tolto i vasconi delle palme. Ora è cambiato tutto, sono molte di più le persone alle quali piace via Sparano. Certo i gusti sono gusti, ma non credo che chi non è d’accordo lo faccia per avversione verso la mia amministrazione. D’altronde, la via fu chiusa al traffico nel 1970 e ci furono polemiche anche quando misero i primi vasconi di lamiera per ospitare le palme. Proprio la Gazzetta pubblicò le polemiche».

Partecipazione, tutto ok?
«Mi rimprovero di aver pensato che la partecipazione del 2006 fosse stata esaustiva, invece col tempo ho scoperto che serviva altro. Ascoltare la gente fa sempre bene. Infatti abbiamo fatto ciò che ci chiedevano: maggiori aree a verde e le panchine con le spalliere. Le palme? Non erano previste in nessuno dei progetti. Certo si poteva fare meglio, ma nessuno può dire che era meglio prima tra asfalto e cemento. E poi adesso la via è maggiormente frequentata: la riqualificazione ha una valenza architettonica ma soprattutto sociale, adesso è molto più frequentata».

Vandali e maleducati restano un problema.
«Normalmente il bello richiama il bello. Speriamo che inizino ad avere rispetto di ciò che è pubblico. Forse ritengono che non sia di nessuno, invece è di tutti».

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