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Vacanze lucane

Matera, boom di turismo nel 2019: ma manca strategia, Potenza piace sempre più

La città dei Sassi influenza la regione a macchia di leopardo

I numeri del turismo in Basilicata non sono ancora ufficiali, ma il 2019 certamente chiuderà con segni positivi. Ne sono certi gli operatori del settore per i quali l’indice regionale vola alto con un buon 40 per cento in più. La Basilicata, sotto l’influenza positiva del palcoscenico Matera, Capitale Europea della cultura conferma, infatti, la tendenza a crescere, ma naturalmente a macchia di leopardo con aree che hanno maggiormente beneficiato del richiamo della città dei Sassi, ma anche di riflesso del lavoro fatto dalla vicina Puglia che è la regione che è riuscita veramente a sfruttare al massimo l’opportunità offerta da Matera 2019, con una strategia, che ha portato risultati eccellenti non solo sul territorio pugliese, ma anche benefici indiretti sull’hinterland lucano.

A tutto questo si aggiunge la grande eco mediatica con la promozione del territorio lucano sulle reti televisive nazionali anche grazie alla convenzione siglata dalla Regione con la Rai, che ha avuto la città dei Sassi che ha fatto da faro all’intera Basilicata che ha brillato di una luce riflessa ma ancor troppo flebile in una regione che da 10 anni attende un piano turistico regionale. Perché al di là di Matera che ormai è sul palcoscenico internazionale dei grandi attrattori, la Basilicata è una regione che non può certo permettersi di vivere degli entusiasmi del momento. Non ci si può cullare sul tutto esaurito della Val d’Agri (si veda la Gazzetta del 1 settembre) che è riuscita sicuramente a trasformare in positivo i dati dello scorso anno, salvo poi a dover considerare con una lettura più attenta che i numeri delle presenze, seppur annoverate come turistiche nelle statistiche di Apt o Istat, in realtà non sono tali, trattandosi di lavoratori legati all’indotto petrolifero e quindi all’economia del petrolio.

Una «falsa economia», altamente variabile perché condizionata dalle attività estrattive, come ricordato dal presidente di Federalberghi Potenza e Provincia e dell’Associazione Direttori di Albergo (Ada), Michele Tropiano. Stesso ragionamento si può fare per le presenze collegate all’altro grande insediamento industriale della Sata-Fca di Melfi. Bene anche le aree interne con i loro attrattori, da Potenza ai Palmenti di Pietragalla a Castelmezzano e alle Dolomiti lucane a Monticchio Laghi, solo per citare alcuni territori. Soddisfatti gli operatori della fascia jonica, e tutto sommato anche di quelli di Maratea, seppur penalizzata dai problemi di inquinamento della coda estiva.

Secondo Federalberghi Potenza l’andamento ricettivo da giugno ad agosto solo grazie alle buone performance del Metapontino, di Maratea e di Matera dovrebbe ridurre notevolmente la flessione di presenze alberghiere (sino ad annullarla). La tendenza che si sta registrando e che vede diminuire i giorni di vacanza in albergo con una maggiore attenzione alla spesa, è stata più accentuata negli alberghi della Basilicata dove ad eccezione del “pienone” nelle prime tre settimane di agosto nel Metapontino, a Maratea e a Matera, nel resto del territorio l’andamento ricettivo è al di sotto dell’estate 2018.

Gli italiani non rinunciano al viaggio, ma sono sempre più inclini al risparmio; preferiscono il mare e riducono la durata del soggiorno soprattutto per motivi economici. Inoltre, diminuiscono i vacanzieri che scelgono settembre come mese ideale per la propria vacanza principale. E a giudicare dall’andamento climatico con un maltempo diffuso, si tratta di una scelta che sicuramente sta pagando.

Snocciola qualche dato il presidente di Federalberghi Potenza, Tropiano. «Nei tre mesi estivi più importanti le presenze sfiorano quota 1 milione a cui sommare 230 mila arrivi. Solo il mese di agosto rappresenta il 25% del totale della clientela degli alberghi lucani. Con una differenza ben marcata a livello provinciale: due terzi di presenze e arrivi a giugno, luglio ed agosto si registrano in provincia di Matera».

«Si conferma ancora – spiega Tropiano – la debolezza di presenze ed arrivi stranieri che nei tre mesi centrali dell’estate nel 2018 hanno di poco superato le 88 mila unità come presenze e circa le 40 mila unità come arrivi. Pensiamo di superare questi dati nell’estate che si sta concludendo sempre per l’effetto Matera ma permane una insoddisfazione degli albergatori per gli ospiti esteri. È sempre il turismo delle aree interne a mostrare segnali di sofferenza».

In sostanza, quello che continua a mancare è la fotografia politica dei dati in una regione che non ha certo i grandi numeri per attrarre investimenti per l’industria turismo che è esclusivamente quella del turismo balneare della costa jonica e tirrenica che secondo l’Istat, nel 2018, conta circa il 60 per cento di presenze, segue Matera con oltre il 20%, Maratea con un 10%. Tutto il resto, come sottolinea da anni l’Apt di Basilicata, è un territorio dalle grandi potenzialità, con l’area del Pollino che stenta a decollare (circa il 4%). Ma qualcosa può cambiare, anche se occorre prendere consapevolezza che in un territorio così piccolo per giocare la carta turismo si deve puntare tutto su un solo prodotto faro che identifichi subito la regione e il territorio. È quello che insegna Matera 2019. Il vero successo sarà continuare a puntare su questo attrattore, come la luce di un faro che si spinge gradualmente verso un orizzonte più ampio: la Basilicata e le sue mille piccole attrazioni. Un passaggio naturale che potrà portare risultati, ma con un grande ostacolo da superare: il campanilismo. Eppure la Puglia insegna molto. «Venite in Puglia... a Matera». Uno slogan ingannevole, ma vincente.

IL TETTO DI OMBRELLI COLORATI A POTENZA - «Oggi ho incontrato un gruppo di turisti argentini che mi ha chiesto dove fosse la strada degli ombrelli». Scrive su un post di Potenza Turistica Rocco, immortalando in una foto via Pretoria e il suo magico tetto di ombrelli colorati. «Mi sa che può rimanere per sempre la strada degli ombrelli», gli risponde Pino con un pizzico di ironia. «Se hanno messo gli ombrelli in agosto figuriamoci se non possono restare nei 9 mesi di freddo quando piove spesso e volentieri». Ma l’estate sta finendo e anche il cielo di ombrelli sta lentamente accingendosi a uscire di scena.

Piovono ombrelli? «Non proprio, sono ben saldati», assicurano gli ideatori dell’allestimento. Non cadono, ma non resistono agli acquazzoni ormai quotidiani. E ogni giorno gli organizzatori sono costretti a rimuoverne qualcuno, irrimediabilmente danneggiato dal vento e dalla pioggia. Chissà quanti arriveranno fino al 20 settembre, data in cui è autorizzata l’installazione? E poi che fine faranno? Torneranno alla loro vocazione di oggetti deputati a proteggere dalla pioggia? Sarà seguito il suggerimento di Grazia in risposta al post precedente? «Bisogna non far perdere questa bella iniziativa, complimenti a tutti quelli che si sono adoperati con questa bella idea». Gli organizzatori sono all’opera. E chissà cosa penseranno dopo i cuori e i messaggi di San Valentino, le scarpe rosse nella giornata contra la violenza sulle donne, ed ora gli ombrelli. Un inedito scorcio di cielo sul centro storico che ha contribuito ad attirare i turisti, chissà forse anche conquistati dalla suggestiva immagine degli ombrelli colorati di una Potenza turistica che ha retto anche al mancato avvio della Grancia.

«Abbiamo mantenuto bene - sottolinea Pietro De Angelis, titolare del B&B Al Convento -. Temevamo che venisse meno quella fetta di turisti che arrivavano ogni anno attirati dal cinespettacolo “La storia bandita”. Invece, il turismo che dalla Puglia arrivava a Potenza proprio per la Grancia e il volo dell’Angelo, che pur rappresentava un buon 30% della nostra clientela, è stato sostituito da nuovi arrivi dall’estero (Francia, Belgio, Spagna, Olanda) e anche dal Nord Italia, attirati sempre dalle Dolomiti lucane, ma anche da Matera e dalla stessa Potenza. Più tranquilla, meno costosa, meno calda, base di appoggio per trasferimenti nella città dei Sassi, ma anche per la sua attrattività».

Contrariamente alle tendenze generali, a Potenza i turisti si sono trattenuti anche una settimana. «Da noi - continua De Angelis - sono aumentati i giorni di permanenza, pernottavano e poi giravano l’hinterland spostandosi per la Basilicata, ma anche verso la costiera amalfitana, meno verso i castelli e il Vulture. Poi un giorno lo dedicavano alla visita della città di Potenza. Perché il capoluogo lucano piace». La conferma da un gruppo di 4 motociclisti, erano in otto, provenienti dalla Toscana. «Sono arrivati nella mia struttura - ricorda De Angelis, arrabbiatissimi -. “Perché devono parlare male di Potenza”, ripetevano ricordando le parole delle persone che incontravano attraversando i paesi lucani. “Che andate a fare, Potenza è brutta e non c’è nulla”. Loro ne sono rimasti entusiasti e non capacitavano di quei commenti negativi». «Certo - continua De Angelis, il grosso problema della città sono i trasporti, senza macchina è disastro. Anche se le strutture ricettive cercano di sopperire a molte mancanze». E che il turismo va bene lo conferma l’enorme numero di strutture aperte. Airbnb ne segnala quasi 150 a Potenza.

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