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Pneumatici, plastica, scarti: la Capitanata è la Nuova Terra dei Fuochi

Le immagini esclusive de La Gazzetta: non si tratta di sterpaglie, ma di veri e propri banchi di immondizia

FOGGIA - Non si tratta di tubicini per l’irrigazione o di combustione di sterpaglie, ma di veri e propri banchi di immondizia accatastati e bruciati nelle campagne del Basso Tavoliere. Ci sono perfino pneumatici, scarti di lavorazione, lattine o le tipiche buste nere della spazzatura. Soprattutto tanta plastica. E poi, una volta inceneriti, quei rifiuti entrano nelle città di Cerignola e dei 5 Reali Siti sotto forma di nubi e cattivo odore che ammorbano ogni angolo dei centri urbani. C’è chi inizia a chiamarla

“Nuova Terra dei fuochi”, perché, soprattutto a tarda sera, nelle campagne divampano incendi di ogni tipo. Agro di Cerignola. Borgo Tressanti, la frazione in cui vivono circa 50 persone, si trova proprio nel centro tra la città di Di Vittorio, Orta Nova, Zapponeta, Foggia. È questa una delle mete preferite per chi appicca roghi anziché smaltire regolarmente i rifiuti. Si tratta delle campagne a cui si accede attraverso la strada provinciale diroccata, una striscia di cemento in mezzo a ettari di terreni. Su quell’arteria ci passano soprattutto agricoltori, mezzi pesanti, ma una volta conclusa la vendemmia è la solitudine a caratterizzarla. Ed è qui, sfruttando quella “protezione” dovuta alla bassa mole di transito, che ignoti sversano spazzatura nelle terre. E poi danno fuoco a tutto ciò che c’è da smaltire, anche di giorno, proprio vicino ai campi coltivati, come dimostrano i video girati da La Gazzetta del Mezzogiorno. In Capitanata il rogo dei rifiuti è una vera e propria piaga, soprattutto nel Basso Tavoliere, tra Cerignola e i 5 Reali Siti, un territorio vasto oltre 826km quadrati e che ospita circa 100 mila persone. Gli occhi delle forze dell’ordine non riescono a tenere sotto controllo anche le periferie e le campagne (basti pensare che Cerignola, per estensione, è il terzo agro più grande d’Italia). Così ha vita facile chi smaltisce rifiuti in maniera illegale e soprattutto dannosa.

I cittadini protestano, i sindaci chiedono rassicurazioni. La Prefettura di Foggia ha promesso ulteriori controlli, in notturna e con l’impiego di droni per poter individuare i luoghi incriminati. Fino ad oggi, anche considerando il periodo, si è pensato alla combustione di tubicini o di residui vegetali, prassi tristemente nota in queste zone a trazione agricola. È evidente, però, che si tratterebbe anche di altro. E non sarebbe nemmeno la prima volta. Il Basso Tavoliere è letteralmente sfregiato dalle inchieste giudiziarie sullo smaltimento illecito dei rifiuti attraverso tombamento o incendi. Appena dieci giorni il Tribunale di Foggia ha emesso sentenza di condanna a carico di due aziende di Avellino che, fingendo di effettuare il trattamento sui rifiuti, li spedivano su tir in direzione Basso Tavoliere per poi disfarsene in maniera illecita proprio nelle campagne di Cerignola, Stornara, Ordona. Quell’inchiesta, denominata Black Land, nel 2014 accertò un traffico illecito di rifiuti tra Campania e Capitanata: un’organizzazione strutturata, “del mestiere”, tanto che uno degli arrestati faceva parte della lista nera che il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, ex boss dei Casalesi, consegnò nell’ottobre del 1997 alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. A proposito delle analogie con la Terra dei Fuochi.

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