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Epatite C Zero: 300.000 italiani presto fuori dal tunnel

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Oggi, sono disponibili terapie adatte a ciascun paziente.

L’epatite C, infezione causata dal virus HCV, che in 60-70% dei casi cronicizza fino a provocare cirrosi, una delle cause più comuni di cancro (epatocarcinoma) e di trapianto di fegato. Più di 300.000 italiani: sono la parte visibile dell’iceberg nei quali è stata diagnosticata la malattia con un sommerso di (forse altrettanti) malati e portatori del virus, a rischio di deflagrazione a breve-lungo termine.

L’introduzione in terapia degli antivirali ad azione diretta sul virus, capaci di distruggerlo definitivamente, ha mutato lo scenario generando guarigioni risolutive.

“La priorità, adesso, è che ogni paziente possa essere indirizzato verso il percorso terapeutico più adatto poiché, nell’epatite C, c’è una varietà di situazioni cliniche (co-infezione da HIV, insufficienza renale, comorbidità cardiovascolari e metaboliche, ecc) che – dice la dr L. Kondili (ISS) richiedono attenzione particolare nella scelta della terapia. Ed abbiamo le cure per quasi tutti senza limitazioni”.

“La disponibilità di cura efficace e lievi effetti collaterali rende trattabili anche chi prima non lo era. Ogni paziente – dice la prof. B. Coco (univ. Pisa) - può contare su farmaci idonei a rispondere alle proprie specifiche necessità”.

La via che sbocca nella scomparsa di questa malattia è imboccata ma serve, tra l’altro, consapevolezza dei rischi legati all’HCV, prevenzione consapevole, tempestivo intervento in caso di infezione.

Per raggiungere questi obiettivi, è stata lanciata una campagna educazionale promossa da MSD Italia in collaborazione con EpaConlus e supervisione scientifica di FIRE.

Un viaggio coast-to- coast a bordo di un van che attraversa l’Italia, dall’Adriatico al Tirreno, per raccontare l’epatite C dal punto di vista dei pazienti, coinvolgendo lo spettatore in una riflessione sulla complessità della malattia, sull’unicità di ogni paziente, sul valore del rapporto con il proprio medico e sulla fondamentale importanza della consapevolezza dei fattori di rischio, per una corretta prevenzione e per favorire un tempestivo intervento in caso di infezione.

I 5 episodi saranno pubblicati dal 28 novembre, con scadenza settimanale, su www.epatiteczero.it “Noi di MSD – dice Nicoletta Luppi, presidente e ad - vogliamo fare parte della soluzione in quanto co-responsabili del raggiungimento degli obiettivi di Sanità Pubblica, il primo dei quali, nell’area dell’epatite C, è la guarigione di tutti i pazienti che abbiano contratto.

Vogliamo anche ricercare opportunità di cura innovative e sostenibili ed incentivare il consolidamento di una “cultura sanitaria” diffusa nel Paese”.

Purtroppo, tra i già trattati e guariti, si lamentano alcune recidive. Colpa della disattenzione. L’epatite C si contagia attraverso il sangue e suoi derivati. Poche volte via sesso.

Ma bisogna fare attenzione.

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