La riorganizzazione dei dipartimenti della Regione richiede più tempo del previsto. Si va quindi verso una proroga degli incarichi dei direttori, che nella giunta di oggi 17 marzo dovrebbero essere portati al 30 giugno o forse al 15 luglio.
La decisione era nell’aria da giorni ma è maturata ieri prendendo atto della mancanza materiale (da qui al 30 marzo, giorno previsto dalla precedente proroga) del tempo necessario a pubblicare la nuova organizzazione e poi gli avvisi pubblici per le candidature che, per disposizione dello stesso capo di gabinetto, non potranno rimanere aperti per meno di 30 giorni. Esiste poi il tema del Pnrr, che scade proprio il 30 giugno e che in questi mesi vive lo sprint più importante per «mettere a terra» i fondi.
Ieri il capo di gabinetto Davide Pellegrino ha fatto una riunione per fotografare lo stato dell’arte della revisione del modello «Maia» voluto da Emiliano. L’ipotesi su cui si ragiona è la riduzione dei manager di vertice dagli attuali dodici a dieci, forse eliminando una o più figure che erano state equiparate a direttori di dipartimento dal modello vigente. D’altro canto è emersa anche la necessità, già intravista con le deleghe che Decaro ha affidato agli assessori, di allineare le competenze dei direttori con un rapporto «uno a uno». Dalla riorganizzazione immaginata da Decaro potrebbe emergere un risparmio in termini economici, ma anche l’introduzione di altre figure di staff. Il governatore ha a disposizione anche diversi incarichi di consulenza, a partire da quello (sospeso in attesa della decisione del Csm) che dovrebbe essere affidato al suo predecessore Michele Emiliano. [m.s.]
















