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Un prurito e tanti ponfi chiamati orticaria

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Orticaria cronica spontanea (CSU), una malattia della pelle che compare tra i 20 e 40 anni (più in donne), caratterizzata dalla comparsa di ponfi (arrossamenti prominenti sulla cute) di colore rosso-rosa, di forma e grandezza differenti che spuntano specie su occhio, labbra, mani, piedi e genitali e provocano prurito tenace, fastidioso, perdurante per oltre 6 settimane.

La forma “acuta” si spegne prima mentre quella cronica dura 3-4 anni e, in alcuni casi anche 50.

Patologia “strana, sconcertante da non trascurare”.

Una su 4 persone, nella propria vita, ne ha sofferto almeno una volta. Ignota la causa nel 60% dei casi (prof. P. Pigatto, univ. Milano).

La diagnosi, in genere, giunge tardi, dopo che il paziente si è sperso in un labirinto diagnostico, girovagando per ambulatori di varie specialità, pronti soccorso, ospedali, sedicenti guaritori prima di riuscire a trovare chi inquadri la malattia e la terapia.

Cosa questa che, insieme a terapie improprie (per esempio, farmaci antinfiammatori non steroidei FANS) aggrava lo stato psicologico, crea difficoltà, abbassa la qualità di vita. Il primo accesso dovrebbe essere il medico di famiglia e, se il problema si ripresenta, il pronto soccorso e, quindi al centro di riferimento dermo-allergiologico (prof. Patrizia Pepe, univ. Modena).

“Vi è un approccio sintomatico farmacologico che – dice il prof. Eustachio Nettis, resp. ambulatori del centro di riferimento reg. per malattie allergiche, immunologiche del policlinico di Bari - prevede l’uso di antistaminici anti-H1 di seconda generazione a dosaggio standard che, in caso di persistenza dei sintomi, può essere quadruplicato (ma il SSN paga solo il dosaggio standard ed il medico proscrittore può esporsi a conseguenze medico-legali; inoltre vi sono regole a seconda delle Regioni).

Se dopo 2 cicli, si osserva la ricorrenza della sintomatologia, disponibile il farmaco Omalizumab che somministrato insieme all’antistaminico, consente controllo migliore e garantisce buona qualità di vita”.

Il prof. Nettis che è anche v. presidente soc. nazionale allergologia, asma, immunologia, raccomanda maggiore attenzione e conoscenza della malattia e dei suoi sintomi, considerazione centrata sul paziente ed i suoi problemi”.

Scesa in campo la FederAsma e Allergie onlus che si batte per i diritti dei malati. Per eventuali richieste di aiuto, numero verde 800123213.

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