Sabato 21 Febbraio 2026 | 07:14

Il grossista cinese del Baricentro: prezzi stracciati e fatture false

Il grossista cinese del Baricentro: prezzi stracciati e fatture false

Il grossista cinese del Baricentro: prezzi stracciati e fatture false

 
massimiliano scagliarini

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massimiliano scagliarini

Il grossista cinese del Baricentro: prezzi stracciati e fatture false

La Procura di Bari scopre una rete di imprese fantasma tra Prato e Napoli intestate a prestanome: «Profitti milionari». Ma sui conti non c’era più niente

Sabato 21 Febbraio 2026, 04:55

La frase «lo compro dal cinese» è ormai diventata di uso comune per indicare merce a buon mercato. Eppure, come ha scoperto la Finanza nell’ambito di una inchiesta della Procura di Bari chiusa nei giorni scorsi nei confronti di 14 persone e 5 società, spesso dietro prezzi troppo bassi può nascondersi una frode all’Erario: migliaia di fatture false per evadere le imposte, contando sul fatto che - lo dimostra questa storia - quando (dopo anni) interviene l’autorità giudiziaria i profitti sono già spariti.

La storia parte da lontano. Nel 2022 la Procura di Prato, con l’operazione Pluto, aveva smantellato una rete organizzata da una famiglia cinese. Una serie di 24 imprese fantasma intestate a prestanome ben pagati emettevano fatture false grazie alle quali sono stati giustificati bonifici verso la Cina per oltre 170 milioni di euro. Era una sorta di centrale del riciclaggio che funzionava come una banca: raccoglieva (trattenendo una percentuale) i profitti delle attività illecite organizzate dai cinesi del distretto della moda di Prato, che così riportavano a casa i loro soldi.

Partendo dall’analisi di questa rete di imprese fantasma e da una segnalazione arrivata dal Veneto, la Finanza di Putignano ha scoperto che le fatture false venivano utilizzate anche da una società con sede nel centro commerciale «Il Baricentro» di Casamassima che vende all’ingrosso articoli per la casa. Il nome è irrilevante, anche perché probabilmente sarà stato già cambiato per quanto l’impresa continua ad essere attiva negli stessi locali e vendendo le stesse merci: casalinghi, tessuti, giocattoli, vernici e cose simili che poi si ritrovano nei tanti megastore in giro per le città pugliesi. Ne sono proprietari due cinesi, padre e figlio, di 53 e 25 anni, pure loro residenti a Casamassima, che in questa storia sono accusati di dichiarazione fraudolenta. Gli altri indagati, destinatari di un avviso di conclusione firmato dalla pm Desirè Digeronimo, rispondono invece a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità anche di omessa dichiarazione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti...

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