Martedì 17 Febbraio 2026 | 08:23

Puglia, ballerina da votare è la nuova trappola online

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Puglia, ballerina da votare è la nuova trappola online

 
Gianpaolo Balsamo

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Gianpaolo Balsamo

Puglia, ballerina da votare è la nuova trappola online

Dilaga la truffa su WhatsApp. De Bartolis: mai inserire codici su link sospetti

Martedì 17 Febbraio 2026, 06:00

In Puglia (e non solo) le truffe online corrono veloci quanto le chat. E tra le più insidiose, in queste settimane, c’è quella ribattezzata dagli investigatori la «truffa del voto alla ballerina». Un messaggio all’apparenza innocuo, un link da cliccare per sostenere la figlia di un amico a un concorso di danza. Poi, in pochi istanti, l’account WhatsApp sparisce dalle mani del legittimo proprietario.

A raccontare come funziona e perché è così efficace è il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica «Puglia» Marco De Bartolis: «Sì, è un fenomeno nazionale, ma abbiamo registrato anche in Puglia diverse denunce dall’inizio della campagna. È una truffa semplice nella forma, ma molto efficace».

Dott. De Bartolis come funziona esattamente?

«La vittima riceve un messaggio whatsapp da un numero apparentemente conosciuto, magari un contatto in rubrica. Il testo invita a cliccare su un link per votare una bambina impegnata in un concorso di danza. Una richiesta che sembra di poca importanza. Ma cliccando sul link viene chiesto di inserire il numero di telefono e un codice ricevuto via Sms. Quel codice consente ai truffatori di migrare l’account whatsapp su un altro dispositivo».

Quindi si perde completamente il controllo del profilo?

«Esattamente. L’account, con foto e contatti, passa nelle mani dei truffatori. E da quel momento viene usato per chiedere soldi ai familiari e agli amici della vittima, facendo leva sul rapporto di fiducia. Se in rubrica ho 150 contatti, basta che una piccola percentuale ci caschi perché la truffa produca guadagni».

Insomma, è un vero e proprio furto di identità digitale, giusto?

«Sì, ed è questo l’aspetto più pericoloso. Il titolare non riesce più ad accedere al proprio account e non può avvisare subito i contatti. Intanto i truffatori inviano richieste di denaro urgenti o chiedono coordinate bancarie».

Cosa deve fare chi riceve il messaggio del «voto alla ballerina»?

«La regola è non cliccare mai sui link ricevuti via WhatsApp, anche se sembrano arrivare da persone conosciute. Se si ha un dubbio, meglio telefonare direttamente al contatto per verificare. E non inserire mai codici o numeri di telefono su pagine sconosciute».

E se si è già caduti nel tranello?

«Informare subito i familiari, chiedere a WhatsApp il ripristino dell’account, sporgere denuncia e attivare la verifica in due passaggi. L’autenticazione a due fattori (Pin WhatsApp) rende molto più difficile la sottrazione dell’account».

La «truffa della ballerina» è, comunque, solo la punta dell’iceberg di un fenomeno sempre più dilagante.

«Gran parte della nostra attività riguarda reati contro il patrimonio commessi online. Phishing, smishing, finte telefonate da sedicenti operatori bancari o appartenenti alle forze dell’ordine che invitano a fare bonifici “per mettere in sicurezza il conto”. Nessuna banca chiede di trasferire soldi per proteggerli».

In forte crescita anche il falso «trading online», con promesse di guadagni facili in criptovalute. «Non esistono investimenti con rendimenti elevatissimi in tempi brevissimi», ricorda il dirigente della Polizia Postale Puglia.

I numeri confermano l’allarme. Secondo la Federazione autonoma bancari italiani, la Puglia rappresenta il 7,2% del totale nazionale delle frodi creditizie legate al digitale. Un dato che colloca la regione a metà classifica, ma con un trend in aumento. A livello nazionale, le segnalazioni di truffe online sono in costante crescita, complice l’aumento delle operazioni finanziarie via web.

Tra i fenomeni più delicati, anche le sextortion, le estorsioni a sfondo sessuale che colpiscono minori e adulti. «Si inizia con una chat, poi una videochiamata compromettente che viene registrata e usata per ricattare la vittima. In questi casi non bisogna pagare, ma denunciare immediatamente». Il tempo è un fattore decisivo. «Tra il bonifico e il prelievo possono passare pochissime ore. Più è tempestiva la denuncia, più possibilità abbiamo di bloccare le somme, anche attivando canali di cooperazione internazionale».

La parola d’ordine resta prevenzione. «La repressione è importante, ma il modo migliore per difendersi è non abbassare la guardia. Le truffe cambiano forma ogni giorno, ma hanno tutte un punto in comune: sfruttano la fiducia e l’urgenza», conclude De Bartolis .

Per segnalazioni e denunce è attivo il portale www.commissariatodips.it, il Commissariato di Pubblica Sicurezza online della Polizia Postale. Ma il primo antivirus resta il buon senso. Anche quando si tratta solo, apparentemente, di votare una...ballerina.

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