Le forniture per il completamento del nuovo ospedale di Monopoli-Fasano potrebbero essere state truccate in cambio di tangenti pagate a dirigenti della Asl di Bari. L’inchiesta che la Procura di Bari ha aperto la scorsa estate è esplosa ieri con le perquisizioni eseguite dalla Finanza a carico di sette indagati, oltre che nella sede dell’area gestione tecnica dell’azienda sanitaria e di due imprese che tra 2024 e 2025 si sono aggiudicate altrettanti appalti per 1,3 milioni di euro.
Gli indagati sono l'ex dirigente Nicola Sansolini (finito in carcere a novembre 2024 e già condannato per le tangenti sui lavori di manutenzione), inizialmente Rup dell’appalto dell’ospedale, e gli attuali dirigenti Angelo Maiano, Rocco Ianora e Giuseppe Volpe, l'imprenditore Vincenzo Braia della Hospital Scientific Consulting di Gravina, la sua segretaria Giuseppina Volpe e il direttore dei lavori dell’ospedale, il professor Francesco Ruggiero della Manens di Bari.
Il procuratore aggiunto Ciro Angelillis e i pm Claudio Pinto e Savina Toscani contestano a tutti l’ipotesi di corruzione e turbativa d’asta in relazione a due diversi appalti, quello da 413mila euro per le pareti attrezzate del nuovo ospedale vinto dalla Favero Health Projects di Montebelluna (Treviso), e quello per i carrelli ospedalieri da 889mila euro che la ditta veneta si è aggiudicata insieme alla Hsc di Gravina.
Il 28 luglio 2025 Sansolini (difeso dall’avvocato Antonio La Scala) ha sostenuto un lungo interrogatorio davanti al procuratore Roberto Rossi, all’aggiunto Angelillis e agli altri pm in cui ha parlato a lungo dell’appalto per l’ospedale, in cui ha raccontato i suoi dubbi rispetto agli incrementi di costo registrati durante i lavori. La parte dell’interrogatorio che riguarda il nuovo ospedale è stata stralciata ed è confluita nel nuovo fascicolo in cui i pm Pinto e Toscani hanno già ascoltato numerose persone informate sui fatti, tra cui ad esempio l’allora assessore al Bilancio, Fabiano Amati, cui sono state chieste informazioni su quanto emerso durante le audizioni in commissione Salute.
I lavori di realizzazione dell’ospedale sono costati 106 milioni, più circa 90 milioni per attrezzature e arredamenti: la struttura dovrebbe essere operativa a partire dalla primavera. La vicenda dei due appalti truccati emersa ieri non sembra però essere collegata direttamente a quanto raccontato da Sansolini, che non si è occupato degli appalti di forniture (è stato arrestato prima), quanto invece a un diverso filone che riguarda Maiano, dirigente dell’Ingegneria clinica della Asl, e i suoi rapporti con due imprenditori (uno romano e uno barese) indagati anche loro per turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti (hanno ricevuto un avviso di proroga).
Nelle perquisizioni di ieri la Finanza ha acquisito documenti, ma anche computer e cellulari degli indagati: l’obiettivo è cercare chat che possano corroborare il presunto accordo illecito. L’accusa ritiene che uno degli imprenditori avrebbe fatto da tramite con i dirigenti Maiano e Volpe per concordare mazzette a fronte dell’aggiudicazione delle forniture, che sarebbe avvenuta prevedendo capitolati «su misura»: su uno dei lotti la società di Treviso è risultata unica partecipante.
Ieri è emerso che negli scorsi giorni la Asl ha proceduto a licenziare Sansolini a seguito di un procedimento disciplinare che ha valutato le condotte emerse dall’indagine in cui è stato arrestato: le immagini, inequivocabili, in cui accettava tangenti da imprenditori amici. L’ingegnere tarantino ha patteggiato 5 anni insieme all’altro dirigente Nicola Iacobellis, mentre l’altra dipendente Asl coinvolta, Conny Sciannimanico, è stata condannata a 4 anni e 8 mesi. Per gli ultimi due (Iacobellis e Sciannimanico) il procedimento disciplinare è ancora in corso e dovrebbe concludersi nei prossimi giorni.
















