Lunedì 24 Giugno 2019 | 13:46

NEWS DALLA SEZIONE

Malattia rara
Lupo racconta la SMA, l'atrofia muscolare spinale

Lupo racconta la SMA, l'atrofia muscolare spinale

 
FAREBBE GUADAGNARE DIECI ANNI DI VITA
Alimentazione controllata e longevità

Alimentazione controllata e longevità

 
COSTITUITO GRUPPO INTERPARLAMENTARE
Tutela vista contro retinopatia, glaucoma e maculopatie

Tutela vista contro retinopatia, glaucoma e maculopatie

 
ISTRUZIONI PER L’USO IN CASA E VACANZA
L'armadietto dei farmaci di automedicazione

L'armadietto dei farmaci di automedicazione

 
Costi sensibilmente inferiori
Farmaci

Farmaci biosimilari: cura per la sanità italiana?

 
SONDAGGIO EUROPEO
Infiammazione della colonna vertebrale

Spondilite anchilosante: ritardi nella diagnosi e terapia

 

Il Biancorosso

CALCIO MERCATO
Il tour della Puglia di Antenuccitra cene, amici e calciatori

Il tour della Puglia di Antenucci tra cene, amici e calciatori

 

NEWS DALLE PROVINCE

BrindisiIn cattivo stato di conservazione
Brindisi, 912 bottiglie d’acqua esposte al sole: sequestro in supermercato

Brindisi, 912 bottiglie d’acqua esposte al sole: sequestro in un supermercato

 
GdM.TVIl siderurgico
Di Maio a Taranto: «Immunità è caso risolto: non c'è più». «C'è un 1 mld per la città»

Di Maio a Taranto: «Immunità? non c'è più». «Disponibile 1 mld per la città»

 
BariLa storia
Mola, da giovane scultrice a suora: ecco la nuova vita di Angela

Mola, da giovane scultrice a suora: ecco la nuova vita di Angela

 
MateraL'intervista
Metaponto, in arrivo Piero Angela: «Qui la storia e il futuro»

A Metaponto arriva Piero Angela: «Qui la storia e il futuro» VD

 
PotenzaOspedale San Carlo
Potenza. allarme a Neonatologia: ci sono solo 5 medici in reparto

Potenza, allarme a Neonatologia: ci sono solo 5 medici in reparto

 
LecceOmicidio
Lecce, raptus nella casa di riposo: 72enne uccide un’anziana

Lecce, raptus nella casa di riposo: 72enne uccide anziana nella stanza da letto

 
FoggiaTragedia in vacanza
Mare «forza 5» a Vieste: turista si tuffa e muore

Mare «forza 5» a Vieste: turista si tuffa e muore

 
BatLa manifestazione
Trani, cane trascinato dall’auto: gli animalisti all’attacco

Trani, cane trascinato dall’auto: gli animalisti all’attacco

 

i più letti

Amori proibiti colesterolo - cuore: generano gravi malattie

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Una simpatia molesta, quella tra colesterolo e apparato cardiovascolare. l colesterolo seduce il cuore ed i vasi e li fa ammalare generando gran parte dei 220.000 decessi in Italia per malattie del sistema circolatorio L’ipercolesterolemia rappresenta un fattore causale dell’aterosclerosi che può portare all’ insorgenza di uno o più eventi cardiovascolari gravi. La seconda edizione Meridiano Cardio promosso da The European House-Ambrosetti, “Nuove prospettive nella prevenzione secondaria cardiovascolare: focus sull’ipercolesterolemia” ha richiamato l’attenzione su gli italiani esposti a un rischio particolarmente elevato di eventi cardiovascolari acuti per la quale si potrebbe fare molto di più.

Si tratta di coloro che hanno già avuto una prima manifestazione di una patologia cardiovascolare, come i pazienti reduci da un infarto, quelli con un precedente ictus. Per evitare lo scoscendere verso il bis e la, conseguente più facile catastrofe è fondamentale un intervento di prevenzione secondaria fondato essenzialmente sul controllo dei fattori di rischio.

“Le malattie cardiovascolari rappresentano, in Italia, la prima causa di morte, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Malattie ischemiche del cuore, cerebrovascolari, ipertensive, altre malattie cardiovascolari occupano le prime 5 posizioni. Non ci si meravigli, pertanto, se i costi sanitari (diretti ed indiretti) determinati da tali patologie - dice Francesco Saverio Mennini, professore di Economia sanitaria, università Roma Tor Vergata – ammonta a circa 21 miliardi di euro/anno che, per l’84% (16 miliardi, quasi l’11% del bilancio totale della sanità) sono assorbiti da ricoveri in ospedale”.

Cosa dovrebbero fare queste persone a rischio di recidiva di evento cardiovascolare? Gli si consiglia una radicale modifica dello stile di vita (non punitiva), a partire dalla cessazione del fumo, dall’adozione di un regime dietetico corretto e dalla pratica di attività fisica. Fondamentale, inoltre, l’intervento farmacologico mirato alla correzione del diabete, dell’ipertensione e dell’ipercolesterolemia. Galeotta, in particolare, è l’eccesso di colesterolo nel sangue come dimostrano numerosi studi che ne hanno evidenziato il ruolo cruciale nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Il colesterolo LDL (C-LDL), in particolare, è riconosciuto universalmente quale fattore causale dell’aterosclerosi e del rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari gravi. Dimostrato che basterebbe ridurre il C-LDL di 39 mg/dL (1 mmol/L) per registrare un favorevole calo del rischio relativo di eventi cardiovascolari del 10% al primo anno, del 16% al secondo anno e del 20% dopo tre anni di trattamento.

“Nonostante l’evidenza, però, gli interessati non prendono i farmaci per abbassare i grassi nel sangue. Soltanto il 45,9% dei pazienti a rischio molto alto e il 30,2% di quelli a rischio cardiovascolare medio – dice il prof. Pasquale Perrone Filardi (università “Federico II”, Napoli) sono ubbidienti alla ricetta del medico ed il colesterolo, indisturbato, impazza e provoca ictus, ricoveri ospedalieri ed infarti puntualizza. Il 50% dei pazienti che hanno avuto un evento cardiovascolare non assumono farmaci per il controllo della dislipidemia, con una discrepanza tra quello che la scienza ci dice e quello che si registra nella pratica clinica”.

“L’ipercolesterolemia è un fattore causale modificabile del rischio di andare incontro a un secondo evento cardiovascolare ma esso non è combattuto dai pazienti in prevenzione secondaria. Ne deriva – dice il prof. Marcello Arca (policlinico Umberto I, Roma - poco meno del 50% dei pazienti in prevenzione secondaria raggiunge il target dei livelli di colesterolo LDL-C e possiamo sicuramente affermare che una terapia inadeguata si riflette negativamente sul controllo dell’ipercolesterolemia con un rischio aumentato di eventi cardiovascolari successivi. I pazienti che hanno già subito un evento cardiovascolare presentano un rischio più elevato di averne di nuovi, in particolare nel corso del primo anno. Una situazione da correggere urgentemente, con un intervento sulla classe medica, ma anche con un’opera di informazione diretta dei pazienti che devono prendere coscienza dei vantaggi in termini di quantità di vita che possono ricavare da una aggressione più intensa dei fattori di rischio cardiovascolare”.

A conferma dell’attuale scenario vi sono i risultati di un recente studio condotto che ha verificato i livelli di colesterolo LDL-C raggiunti nelle popolazioni a rischio: la quota di pazienti non a target raggiunge il 65,1% per gli utilizzatori di statine a bassa e moderata intensità e pari al 53,9% per gli utilizzatori di regimi ad elevata intensità. Ciò dipende anche dal fatto che una quota di questi pazienti risulta trattata in maniera “subottimale”. Anche nel caso di trattamento “ottimale”, più della metà dei soggetti non raggiunge i livelli target di LDL-C definiti dalle linee guida”.

Le ragioni dell’inadeguata azione ipocolesterolemizzante in prevenzione secondaria sono molteplici. Senza dubbio però un fattore fondamentale è rappresentato dalla scelta della terapia più adeguata. Sono disponibili nuovi farmaci estremamente efficaci nel controllare l’ipercolesterolemia, tra cui gli inibitori del PCSK9. Si tratta di anticorpi monoclonali in grado di determinare una riduzione dei livelli di colesterolo superiore al 50%con un profilo di sicurezza e di tollerabilità eccellenti. Il loro impiego si traduce in una sensibile diminuzione del rischio cardiovascolare, con una riduzione di oltre il 20% di infarti e ictus, accanto a una riduzione delle necessità di sottoporre i pazienti a interventi di rivascolarizzazione coronarica.

“Nonostante gli inibitori di PCSK9 rappresentino un’opportunità terapeutica di riconosciuta importanza – dice il prof. Federico Spandonaro, (università Roma Tor Vergata - il loro utilizzo è ancora limitato. Solo il 13-14%dei pazienti eleggibili all’utilizzo di questi farmaci, è stato effettivamente sottoposto a questa terapia.” Le ragioni di questo sottoutilizzo sono da ricercare in una serie di fattori, riconducibili ad esempio all’iter burocratico legato ai piani di rimborsabilità. “Per migliorare questa situazione – conclude Perrone Filardi – è auspicabile sviluppare un collegamento fra i centri prescrittori abilitati a valutare i criteri di rimborsabilità e a formulare i piani terapeutici nel singolo paziente, e i colleghi che operano sul territorio in modo da creare dei percorsi diagnostico-assistenziali”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400